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	<title>Totemblueart &#187; Arte</title>
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	<description>News, arte, cultura e eventi</description>
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		<title>Nelle Modulazioni Silenti l&#8217;armonia dei colori</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 15:13:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Niknet</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
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		<description><![CDATA[E&#8217;aperta al pubblico da oggi negli spazi espositivi di Sala Thun a Torre Mirana in via Belenzani 3 la mostra di oli e acquarelli di Diego Bridi dal titolo «Modulazioni silenti». La mostra rimarrà allestita fino al 15 febbraio e sarà visitabile con ingresso gratuito tutti i giorni dalle 10 alle 12 e dalle 16 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.totemblueart.it/nelle-modulazioni-silenti-larmonia-dei-colori/arte_totem/" rel="attachment wp-att-2751"><img class="aligncenter size-full wp-image-2751" title="arte_totem" src="http://www.totemblueart.it/wp-content/uploads/2012/02/arte_totem.jpg" alt="arte totem Nelle Modulazioni Silenti larmonia dei colori" width="263" height="267" /></a></p>
<p>E&#8217;aperta al pubblico da oggi negli spazi espositivi di Sala Thun a Torre Mirana in via Belenzani 3 la mostra di oli e acquarelli di Diego Bridi dal titolo «Modulazioni silenti». La mostra rimarrà allestita fino al 15 febbraio e sarà visitabile con ingresso gratuito tutti i giorni dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 19. Diego Bridi nasce a Gardolo il 3 settembre 1944.</p>
<p>Il desiderio di comunicare agli altri il suo amore per la natura e la vita lo portano a trasferire i suoi stati d&#8217; animo nella forma più bella e spontanea: la pittura. Sarà questa ad accompagnarlo fin da giovane con l&#8217;entusiasmo e la voglia di donare agli altri sensazioni e sentimenti propri dell&#8217; arte. Bridi nasce come pittore autodidatta e nel 1965 dona alla madre, sua grande sostenitrice, il primo dipinto su tavola: un paesaggio a tempera, tecnica che coltiva per alcuni anni per passare poi all&#8217;olio e all&#8217;acquarello.  Sotto la guida del professor Decarli prima e del professor Perilli poi acquisisce la tecnica del disegno e del colore che lo portano ad una graduale e costante crescita artistica. Inizia così fin dal 1983 a partecipare con le sue opere ai numerosi concorsi in provincia riscuotendo l&#8217;interesse della critica, ottenendo buoni risultati, prestigiosi premi e riconoscimenti.</p>
<p>Incoraggiato dai successi riscontrati anche a livello nazionale, decide di farsi conoscere alla gente della sua città con la prima personale nel 1992 per arrivare ai giorni nostri presentando le sue ultime opere frutto di una continua ricerca della qualità artistica.  Gli spazi espositivi di Torre Mirana, nel cortile interno di Palazzo Thun, offrono tutto l&#8217;anno occasioni di incontrare l&#8217;arte all&#8217;interno della casa della città. L&#8217;utilizzo di Sala Thun (piano terra) e delle Cantine (piano interrato), riservato in via prioritaria ad attività gestite direttamente dal Comune e a manifestazioni cittadine, è aperto gratuitamente per esposizioni di associazioni artistiche, con un&#8217;attenzione particolare alla promozione della cultura e dell&#8217;arte locale.  Gli utilizzatori esterni devono solo provvedere al pagamento di una copertura assicurativa per l&#8217;attività svolta e agli oneri di allestimento e disallestimento, sorveglianza, custodia, pulizia ed impiego di eventuale personale.</p>
<p>Fonte [Trentino]</p>
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		<title>Nel buio pesto si vede la musica</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 15:01:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Niknet</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[PRIMO PIANO]]></category>

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		<description><![CDATA[Esperienza artistico sensoriale in un concerto alla nuova sede Irifor. Un&#8217;esperienza. E che esperienza. La musica, le mille sensazioni che le note, (ma nel caso anche i rumori «studiati», sanno suscitare in chi ascolta. E il buio. Il buio che con un accurato, entusiastico, lavoro di pentagramma si riempie di suoni, energia, curiosità, meraviglia. Aprendo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.totemblueart.it/nel-buio-pesto-si-vede-la-musica/musica_totem/" rel="attachment wp-att-2747"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2747" title="musica_totem" src="http://www.totemblueart.it/wp-content/uploads/2012/02/musica_totem-300x179.jpg" alt="musica totem 300x179 Nel buio pesto si vede la musica" width="300" height="179" /></a></p>
<p><strong>Esperienza artistico sensoriale in un concerto alla nuova sede Irifor.</strong></p>
<p>Un&#8217;esperienza. E che esperienza. La musica, le mille sensazioni che le note, (ma nel caso anche i rumori «studiati», sanno suscitare in chi ascolta. E il buio. Il buio che con un accurato, entusiastico, lavoro di pentagramma si riempie di suoni, energia, curiosità, meraviglia. Aprendo probabilmente un mondo a chi non vede. Epperò schiudendo un mondo di emozioni anche a chi, pur vedendo, ignora. E quanto ignora.  La scommessa messa in campo da un gruppo di musicisti che sanno dosare tecniche musicali e sensibilità sociali, è una bella novità per una città che ha già conosciuto in diverse occasioni l&#8217;insegnamento delle «cene al buio». Questa volta si tratta di un «Concerto al buio», organizzato dall&#8217;Unione Italiana Ciechi e da Irifor, ospitato questa sera nella nuova sede dell&#8217;associazione in via Malvasia 15. Uno spetttacolo inconsueto e stimolante, questo è certo.  Ma anche un&#8217;occasione importante per ragionare, nell&#8217;intimo e collettivamente, sulla «condizione dei non vedenti e sui limiti e i vincoli che gli organi sensoriali impongono alla natura umana». Questo il senso voluto dai promotori. «L&#8217;idea &#8211; si legge nella presentazione &#8211; è quella di cercare di annullare il senso della vista per accedere a una comprensione dei fenomeni diversa e più profonda, così come espresso chiaramente dal pittore Paul Gauguin, che invitava a chiudere gli occhi per vedere meglio. Quando si parla di buio, in questo caso, non si intende il semplice oscuramento della sala, ma un buio completo, che comporterà lo spegnimento anche della più piccola spia luminosa in platea e di tutti gli accessi oltre a richiedere uno sforzo di buona volontà al pubblico che, per una volta, dovrà rinunciare a cellulari e qualsiasi altro oggetto luminescente». Al concerto &#8211; così come accadeva nei vecchi e indimenticabili cineforum &#8211; «seguirà dibattito». Un confronto &#8211; quanto mai utile &#8211; tra pubblico ed esecutori.  Il concerto di questa sera &#8211; alle 20.30 &#8211; prosegue ed amplia un coraggioso progetto chiamato «Tunnel», dedicato alle Galerie di Piedicastello, che ha regalato a chi fu protagonista di quell&#8217;esperienza una serie di ricordi difficilmente dimenticabili. Un modo originale e coraggioso di fare dell&#8217;arte, mettendo a frutto notevoli esperienze musicali. Ma più di tutto, un modo di mettere l&#8217;arte &#8211; nel caso la musica che sosa l&#8217;elettronica &#8211; al servizio di una causa sociale di sensibilizzazione. Di adesione allo spirito che guida l&#8217;associazione dei non vedenti nel rivendicare protagonismo pieno nonostante l&#8217;handicap.</p>
<p>Fonte (<a href="http://trentinocorrierealpi.gelocal.it/cronaca/2012/02/04/news/nel-buio-pesto-si-vede-la-musica-5598094">Trentino</a>)</p>
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		<title>Il quadro più costoso del mondo è di Cèzanne  e vale 250 milioni</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 13:41:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Totemblueart</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>

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		<description><![CDATA[Il quadro più costoso del mondo vale 250 milioni di dollari e s&#8217;intitola &#8220;I giocatori di carte&#8220;. Risale al 1893 ed è firmato dal grande pittore post impressionista Paul Cèzanne. Nei giorni scorsi questa tela è stata venduta per la cifra record di250 milioni di dollari, il prezzo più alto mai pagato per un&#8217;opera d&#8217;arte. Ad aggiudicarsi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="size-medium wp-image-2739 alignleft" title="I giocatori di carte" src="http://www.totemblueart.it/wp-content/uploads/2012/02/Schermata-02-2455963-alle-14.38.28-300x251.png" alt="Schermata 02 2455963 alle 14.38.28 300x251 Il quadro più costoso del mondo è di Cèzanne  e vale 250 milioni" width="300" height="251" />Il quadro più costoso del mondo vale 250 milioni di dollari e s&#8217;intitola &#8220;<strong>I giocatori di carte</strong>&#8220;. Risale al 1893 ed è firmato dal grande pittore post impressionista <strong>Paul Cèzanne.</strong> Nei giorni scorsi questa tela è stata venduta per la cifra record di<strong>250 milioni di dollari</strong>, il prezzo più alto mai pagato per un&#8217;opera d&#8217;arte. Ad aggiudicarsi il pezzo, l&#8217;unico di una serie dedicata da Cèzanne ai giocatori di carte non presente in un grande museo, sarebbe stata una<strong> famiglia reale del Qatar</strong>, secondo quanto riporta il sito VanityFair. Gli sceicchi hanno battuto la concorrenza di due dei mercanti d&#8217;arte più importanti al mondo, Larry Gagosian e William Acquavella.</p>
<p>Il precedente record di quotazione per un&#8217;opera d&#8217;arte apparteneva a una tela di <strong>Jackson Pollock</strong>, N. 5 1948, venduta per &#8220;soli&#8221; 140 milioni di dollari. «Duecentocinquanta milioni è una bella cifra &#8211; ha commentato l&#8217;esperto d&#8217;arte Victor Wiener &#8211; ma si tratta di un grande dipinto, della cui vendita si parlava da mesi. Ora tutti considereranno questo prezzo come nuovo metro di paragone: è stata rivoluzionata l&#8217;intera struttura del mercato dell&#8217;arte».</p>
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		<title>Roma, albero di Natale piazza Venezia: ad Alemanno non piace, rimosso</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Dec 2011 12:02:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[PRIMO PIANO]]></category>
		<category><![CDATA[albero di natale piazza venezia]]></category>
		<category><![CDATA[albero di natale roma]]></category>
		<category><![CDATA[alemanno albero di natale]]></category>
		<category><![CDATA[piazza venezia roma]]></category>

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		<description><![CDATA[Installato ieri mattina e rimosso ieri sera, l&#8217;albero che avrebbe dovuto celebrare il Natale e i 150 anni di unità d&#8217;Italia a piazza Venezia, «è costato intorno ai 25mila euro». Lo dice in un&#8217;intervista a &#8216;la Repubblica&#8217; Alessandro Cardito, portavoce dell&#8217;azienda campana &#8216;Lucifeste&#8217; che ha realizzato l&#8217;abete. Cardito sostiene che è «strano» che il sindaco [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Installato ieri mattina e rimosso ieri sera, l&#8217;albero che avrebbe dovuto celebrare il Natale e i 150 anni di unità d&#8217;Italia a piazza Venezia, «è costato intorno ai 25mila euro». Lo dice in un&#8217;intervista a &#8216;la Repubblica&#8217; Alessandro Cardito, portavoce dell&#8217;azienda campana &#8216;Lucifeste&#8217; che ha realizzato l&#8217;abete. Cardito sostiene che è «strano» che il sindaco Gianni Alemanno «non sapesse come fosse. A settembre abbiamo mandato bozzetti, disegni e persino abbiamo illustrato al suo staff alcune simulazioni. Mi sembra strano che lui fosse all&#8217;oscuro di tutto». L&#8217;albero avrebbe dovuto essere illuminato ieri sera, decorato con i colori della bandiera italiana, ma non è piaciuto ed è stato fatto rimuovere dal sindaco. «Sono amareggiato e dispiaciuto &#8211; aggiunge &#8211; non pensavo che il nostro abete suscitasse tante critiche. Certo non è tradizionale ma è originale ed ecologico». Secondo Cardito buttarlo «sarebbe uno spreco. Mi è arrivata voce che lo piazzeranno in un altro punto della città. Sarebbe davvero un peccato non utilizzarlo».</p>
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		<title>Roberta Dapunt</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Nov 2011 11:00:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Totemblueart</dc:creator>
				<category><![CDATA[Poesie]]></category>
		<category><![CDATA[Totemblueart N°25-26]]></category>

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		<description><![CDATA[di Eros OLIVOTTO Rare volte, a nostro avviso, è dato incontrare un libro come “ La terra più del paradiso” di Roberta Dapunt (Serie Bianca, Einaudi), in grado di esprimere tutta la forza di cui è capace il linguaggio. Evocatività, potere di definizione, riferibilità, simbolismo; come tutto ciò, che costituisce la cifra, o per meglio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><strong>di Eros OLIVOTTO</strong></p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY">Rare volte, a nostro avviso, è dato incontrare un libro come “ La terra più del paradiso” di Roberta Dapunt (Serie Bianca, Einaudi), in grado di esprimere tutta la forza di cui è capace il linguaggio.</p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY">Evocatività, potere di definizione, riferibilità, simbolismo; come tutto ciò, che costituisce la cifra, o per meglio dire l’ordito della poetica di Roberta Dapunt si sposi con l’essenzialità propria di queste pagine, non è dato sapere.</p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY">Quanto invece è evidente è che tali versi esprimono un’originalità straordinaria, costituendosi come il corollario di un’unicità, che deriva da un atteggiamento fondato su un ben preciso modo di sentire e, quindi, di essere.</p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY">Nata in Val Badia nel 1970, l’autrice osserva incessantemente il proprio mondo, calandosi concretamente in esso e rappresentandone gli ambienti, i riti e le tradizioni, i personaggi.</p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY">Quanto emerge è un affresco, un quadro caratterizzato da un’esigenza insopprimibile; la caparbia definizione di un ordine e il senso di profonda fedeltà ai valori su cui esso si basa: l’uomo, la solitudine, l’inquieta ricerca di Dio, la sacralità della terra, la casa, il lavoro.</p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY">Un universo, insomma, in cui la morte si intreccia con la vita, il tempo con lo spazio, il silenzio col ricordo, la cura, l’attenzione.</p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY">E dal silenzio emergono ombre, volti, gesti che ci accompagnano in un viaggio, reale e concreto, e consentono di calarci, una volta tanto, all’interno di una dimensione di ricerca tutta interiore.</p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY">Padre, questo viso sepolto,</p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY">la tua immagine piegata alla morte</p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY">dentro il bianco letto non illude più nulla.</p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY">Ho chiuso la porta dietro di noi</p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY">e come ritagliati dal profondo,</p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY">fermi al centro della stanza i nostri cuori.</p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY">Uno morto, uno vivo.</p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY">Ora tu pensi che io non ti veda,</p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY">ma io so in questo momento,</p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY">mentre ti stai togliendo l’abito di dosso</p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY">come un bagaglio di un viaggio finito,</p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY">di già mi vengono i ricordi.</p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY">La misera infanzia e la semplice vita</p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY">che le tue umili parole</p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY">non chiedevano oltre,</p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY">se solo ti avessi incontrato di più e baciato.</p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY">Ma è tardi in questa morte</p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY">e benché aliti in me il desiderio di seguirti,</p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY">anch’io ti consegno</p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY">e in paziente piango rimango.</p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY">Nel resto del tempo, nei fitti pensieri,</p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY">ritornami padre in silenzio.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Per un istante</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Nov 2011 22:12:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Totemblueart</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Da Totem]]></category>
		<category><![CDATA[Poesie]]></category>
		<category><![CDATA[Totemblueart N°27-28]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.totemblueart.it/?p=527</guid>
		<description><![CDATA[di Eros OLIVOTTO &#160; Non dovremmo essere qui, fissare i nostri volti, udire le nostre voci. Non vorremmo essere qui. Ma antiche ombre affiorano dal buio, pallide luci rischiarano il giorno. Perciò, per un istante, scordiamo ogni bellezza: le vie scintillanti, le piazze affollate, gli abbracci. Ignoriamo la sera, dimentichiamo le stelle. Cancelliamo anni, stagioni, la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Eros OLIVOTTO</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p lang="it-IT" align="LEFT">Non dovremmo essere qui,</p>
<p lang="it-IT" align="LEFT">fissare i nostri volti,</p>
<p lang="it-IT" align="LEFT">udire le nostre voci.</p>
<p lang="it-IT" align="LEFT">Non vorremmo</p>
<p lang="it-IT" align="LEFT">essere qui.</p>
<p lang="it-IT" align="LEFT">Ma antiche ombre</p>
<p lang="it-IT" align="LEFT">affiorano dal buio,</p>
<p lang="it-IT" align="LEFT">pallide luci</p>
<p lang="it-IT" align="LEFT">rischiarano il giorno.</p>
<p lang="it-IT" align="LEFT">Perciò, per un istante,</p>
<p lang="it-IT" align="LEFT">scordiamo ogni bellezza:</p>
<p lang="it-IT" align="LEFT">le vie scintillanti,</p>
<p lang="it-IT" align="LEFT">le piazze affollate,</p>
<p lang="it-IT" align="LEFT">gli abbracci.</p>
<p lang="it-IT" align="LEFT">Ignoriamo la sera,</p>
<p lang="it-IT" align="LEFT">dimentichiamo le stelle.</p>
<p lang="it-IT" align="LEFT">Cancelliamo anni,</p>
<p lang="it-IT" align="LEFT">stagioni,</p>
<p lang="it-IT" align="LEFT">la grazia innocente di questa città.</p>
<p lang="it-IT" align="LEFT">Il cuore delle madri.</p>
<p lang="it-IT" align="LEFT">La nostra purezza,</p>
<p lang="it-IT" align="LEFT">la nostra saggezza.</p>
<p lang="it-IT" align="LEFT">Svanisca la memoria!</p>
<p lang="it-IT" align="LEFT">Perché noi non dovremmo,</p>
<p lang="it-IT" align="LEFT">non vorremmo</p>
<p lang="it-IT" align="LEFT">essere qui.</p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY">Verona, aprile 2009: recentemente, a cura dell’associazione “Madri insieme” in collaborazione con altri istituti cittadini, nella chiesa di San Giorgetto si è tenuto un incontro di commemorazione per la morte di Nicola Tommasoli, un evento tragico, assurdo, che ha profondamente segnato la città. L’elemento di novità è che, oltre alla musica, ci si sia affidati alla poesia, riconoscendo in essa e nella sua forza emozionale la possibilità di evocare il ricordo. Questo è un tempo che dimentica in fretta. Ci sono però dei fatti che riguardano la vita di tutti e che perciò non possono essere ignorati. Ne andrebbe di noi, di ciò che siamo e che vogliamo essere. È qui che la poesia si fa civile; guarda alla vita, da sempre il suo unico oggetto, la osserva e la trascrive, restituendo agli uomini quella capacità di attenzione che spesso, nella quotidianità, sembra caricarsi di un peso ingombrante, al punto di non essere accettata e quindi svanire. Quando accadono simili fatti ogni bellezza scompare e qualcosa di profondamente nostro ci viene sottratto. Giudicare non serve. È capire la sola cosa che siamo tenuti a fare. Partecipare è il solo modo per poter continuare a sperare.</p>
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		<title>A Wilma</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Nov 2011 22:08:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Totemblueart</dc:creator>
				<category><![CDATA[Poesie]]></category>
		<category><![CDATA[Totemblueart N°27-28]]></category>

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		<description><![CDATA[Alcune emozioni rimangono in noi, indelebili. Esprimerle in poesia è fermarle nel tempo, condividerne la lettura è riscriverle.  di Maria Luisa CIPRIANI Terso come i tuoi occhi, il cielo, di fine agosto. Su di te, una coltre di girasoli. Calda, la terra accoglie, l’abbraccio, di una madre. A te C’è luce nella stanza, dove riposi. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p lang="it-IT" align="LEFT">Alcune emozioni rimangono in noi, indelebili. Esprimerle in poesia è fermarle nel tempo, condividerne la lettura è riscriverle.</p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"> <strong>di Maria Luisa CIPRIANI</strong></p>
<p style="text-align: center;" lang="it-IT">Terso</p>
<p style="text-align: center;" lang="it-IT">come i tuoi occhi,</p>
<p style="text-align: center;" lang="it-IT">il cielo,</p>
<p style="text-align: center;" lang="it-IT">di fine agosto.</p>
<p style="text-align: center;" lang="it-IT">Su di te,</p>
<p style="text-align: center;" lang="it-IT">una coltre di girasoli.</p>
<p style="text-align: center;" lang="it-IT">Calda,</p>
<p style="text-align: center;" lang="it-IT">la terra accoglie,</p>
<p style="text-align: center;" lang="it-IT">l’abbraccio,</p>
<p style="text-align: center;" lang="it-IT">di una madre.</p>
<p style="text-align: center;" lang="it-IT">A te</p>
<p style="text-align: center;" lang="it-IT">C’è luce nella stanza,</p>
<p style="text-align: center;" lang="it-IT">dove riposi.</p>
<p style="text-align: center;" lang="it-IT">Richiami di bimbi,</p>
<p style="text-align: center;" lang="it-IT">in cortili assolati.</p>
<p style="text-align: center;" lang="it-IT">Tu senti,</p>
<p style="text-align: center;" lang="it-IT">la gioia del grillo che canta,</p>
<p style="text-align: center;" lang="it-IT">in prati infiniti,</p>
<p style="text-align: center;" lang="it-IT">l’odore del mare.</p>
<p style="text-align: center;" lang="it-IT">La mente or vola,</p>
<p style="text-align: center;" lang="it-IT">sospinta,</p>
<p style="text-align: center;" lang="it-IT">tu vela,</p>
<p style="text-align: center;" lang="it-IT">brezza leggera,</p>
<p style="text-align: center;" lang="it-IT">pomeriggio d’estate.</p>
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		<title>Tempo perso</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Nov 2011 22:45:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Totemblueart</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Da Totem]]></category>
		<category><![CDATA[Poesie]]></category>
		<category><![CDATA[Totemblueart N°20-21]]></category>
		<category><![CDATA[Tutto]]></category>

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		<description><![CDATA[di Alessandro TURCHETTI DELLAGIACOMA Ieri, gettasti la bambola di pezza in cestini paleolitici accarezzato dall’onda del progresso. Ieri, sputasti il vecchio catarro, che amaro saliva la bocca a fine giornata, nel novo scolo che nutrirà le tue piante. Ieri, imputasti la fine del mondo a giovani di poche speranze che ora grazie ai tuoi soldi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p lang="it-IT" align="LEFT"><strong>di Alessandro TURCHETTI DELLAGIACOMA</strong></p>
<p lang="it-IT" align="CENTER">Ieri,</p>
<p lang="it-IT" align="CENTER">gettasti la bambola di pezza</p>
<p lang="it-IT" align="CENTER">in cestini paleolitici</p>
<p lang="it-IT" align="CENTER">accarezzato dall’onda del progresso.</p>
<p lang="it-IT" align="CENTER">Ieri,</p>
<p lang="it-IT" align="CENTER">sputasti il vecchio catarro,</p>
<p lang="it-IT" align="CENTER">che amaro saliva la bocca a fine giornata,</p>
<p lang="it-IT" align="CENTER">nel novo scolo che nutrirà le tue piante.</p>
<p lang="it-IT" align="CENTER">Ieri,</p>
<p lang="it-IT" align="CENTER">imputasti la fine del mondo a giovani di poche speranze</p>
<p lang="it-IT" align="CENTER">che ora grazie ai tuoi soldi</p>
<p lang="it-IT" align="CENTER">comprano credito e scolarità.</p>
<p lang="it-IT" align="CENTER">E la notte calò il poker,</p>
<p lang="it-IT" align="CENTER">con una fortuna dettata dal caso,</p>
<p lang="it-IT" align="CENTER">carte figuranti</p>
<p lang="it-IT" align="CENTER">la bambola di pezza,</p>
<p lang="it-IT" align="CENTER">il vecchio catarro,</p>
<p lang="it-IT" align="CENTER">la fine del mondo.</p>
<p lang="it-IT" align="CENTER">La quarta carta,</p>
<p lang="it-IT" align="CENTER">bianca.</p>
<p lang="it-IT" align="CENTER">Così,</p>
<p lang="it-IT" align="CENTER">la notte strappò il cuore dell’uomo,</p>
<p lang="it-IT" align="CENTER">ne disegnò la carta</p>
<p lang="it-IT" align="CENTER">e la ripose nel mazzo,</p>
<p lang="it-IT" align="CENTER">in segno di vittoria.</p>
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		<title>&#8220;Senza titolo&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Nov 2011 23:10:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Totemblueart</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Da Totem]]></category>
		<category><![CDATA[Poesie]]></category>
		<category><![CDATA[Totemblueart N°18-19]]></category>
		<category><![CDATA[Tutto]]></category>

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		<description><![CDATA[di Silvia MALAVASI Chiara la voce nell’aria piatta dei contrabbassi muti. Non senza ombra di morte l’emisfero sesto libera lo scatto meccanico la mitosi plastica dell’anima vetrosa. Dentro una fiumana celeste mi muovo di piume e sempre il ritorno. All’ombra della quercia seguo il vento prepotente cerco bocche chiuse ai confini mai detti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><strong>di Silvia MALAVASI</strong></p>
<p lang="it-IT" align="LEFT">Chiara la voce</p>
<p lang="it-IT" align="LEFT">nell’aria piatta</p>
<p lang="it-IT" align="LEFT">dei contrabbassi muti.</p>
<p lang="it-IT" align="LEFT">Non senza ombra di morte</p>
<p lang="it-IT" align="LEFT">l’emisfero sesto</p>
<p lang="it-IT" align="LEFT">libera lo scatto meccanico</p>
<p lang="it-IT" align="LEFT">la mitosi plastica</p>
<p lang="it-IT" align="LEFT">dell’anima vetrosa.</p>
<p lang="it-IT" align="LEFT">Dentro una fiumana celeste</p>
<p lang="it-IT" align="LEFT">mi muovo di piume</p>
<p lang="it-IT" align="LEFT">e sempre il ritorno.</p>
<p lang="it-IT" align="LEFT">All’ombra della quercia</p>
<p lang="it-IT" align="LEFT">seguo il vento prepotente</p>
<p lang="it-IT" align="LEFT">cerco bocche chiuse</p>
<p lang="it-IT" align="LEFT">ai confini mai detti.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il gioco del lotto</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Nov 2011 23:08:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Totemblueart</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Da Totem]]></category>
		<category><![CDATA[Poesie]]></category>
		<category><![CDATA[Totemblueart N°18-19]]></category>

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		<description><![CDATA[di Giuseppe GIUSTI Il gioco in complesso è un vizio bestiale, ma il lotto in se stesso ha un che di morale: ci avvezza indovini, pietosi di cuore; diventi un signore con pochi quattrini&#8230; Per dote sperata da pigra quintina la serva piccata fa vento in cucina; la pappa condita cogli ambi segnati sostenta la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><strong>di Giuseppe GIUSTI</strong></p>
<p lang="it-IT" align="CENTER">Il gioco in complesso</p>
<p lang="it-IT" align="CENTER">è un vizio bestiale,</p>
<p lang="it-IT" align="CENTER">ma il lotto in se stesso</p>
<p lang="it-IT" align="CENTER">ha un che di morale:</p>
<p lang="it-IT" align="CENTER">ci avvezza indovini,</p>
<p lang="it-IT" align="CENTER">pietosi di cuore;</p>
<p lang="it-IT" align="CENTER">diventi un signore</p>
<p lang="it-IT" align="CENTER">con pochi quattrini&#8230;</p>
<p lang="it-IT" align="CENTER">Per dote sperata</p>
<p lang="it-IT" align="CENTER">da pigra quintina</p>
<p lang="it-IT" align="CENTER">la serva piccata</p>
<p lang="it-IT" align="CENTER">fa vento in cucina;</p>
<p lang="it-IT" align="CENTER">la pappa condita</p>
<p lang="it-IT" align="CENTER">cogli ambi segnati</p>
<p lang="it-IT" align="CENTER">sostenta la vita</p>
<p lang="it-IT" align="CENTER">di mille affamati&#8230;</p>
<p lang="it-IT" align="CENTER">Ah, viva la legge</p>
<p lang="it-IT" align="CENTER">che il lotto mantiene:</p>
<p lang="it-IT" align="CENTER">il capo del gregge</p>
<p lang="it-IT" align="CENTER">ci vuole un gran bene:</p>
<p lang="it-IT" align="CENTER">i mali, i bisogni</p>
<p lang="it-IT" align="CENTER">degli asini vede,</p>
<p lang="it-IT" align="CENTER">e al fiero provvede</p>
<p lang="it-IT" align="CENTER">col Libro dei sogni.</p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY">[ versi tratti da <em>Il gioco del lotto</em> - Poesie di Giuseppe Giusti Zanichelli in CD-Rom</p>
]]></content:encoded>
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