BERLUSCONI, CACCIA AI 311: “DECISIONI DOPO IL VOTO”.

ROMA – Ore convulse per Silvio Berlusconi prima del voto sul rendiconto generale dello Stato. Il premier sta valutando il da farsi qualora oggi in Aula dovesse essere sfiduciato di fatto, incassando più astensioni che sì. Visto che le opposizioni giocheranno la carta dell’astensione, il Cavaliere sta pensando alle contromosse. E Bossi gli chiede di fare un «passo di lato», aprendo all’ipotesi di un governo guidato da Angelino Alfano. In queste ore frenetiche il premier continua a incontrare e contattare i ‘delusi’ per cercare di riacciuffare qualcuno di loro in extremis, ma il pressing dei suoi per un passo indietro si fa sempre più forte. Allo stato, raccontano, il presidente del Consiglio è sempre determinato ad andare avanti fino in fondo (farsi sfiduciare in Parlamento), pur conoscendo i rischi di uno scontro finale. Il premier vuole scongiurare la nascita di un esecutivo tecnico, mai tramontata del tutto. Il nome di Mario Monti circola con insistenza e sarebbe la carta che le opposizioni vorrebbero giocare con il Colle. Ma anche altre personalità avrebbero, raccontano in ambienti parlamentari, le caratteristiche per guidare palazzo Chigi. Tra questi si fanno i nomi di Lamberto Dini (molto ascoltato al Senato tra i ‘malpancisti’) e di Giuliano Amato. In passato entrambi chiamati a gestire una delicata fase economica del Paese.

Una strada, quella del tecnico, che Berlusconi non vorrebbe percorrere. «Sul tavolo ci sono tutte le opzioni, esclusa quella delle dimissioni», assicura Fabrizio Cicchitto, capogruppo alla Camera. Di parere opposto, Isabella Bertolini, che lasciando palazzo Grazioli assicura: «Berlusconi sta prendendo in considerazione tutte le ipotesi, compreso il passo indieto, ma molto dipenderà dall’esito del voto sul rendiconto». Sul tavolo, spiegano autorevoli fonti pidielline, resta sempre l’ipotesi che senza una maggioranza sul rendiconto il premier vada in Parlamento per chiedere la fiducia sulla lettera presentata alla Ue e alla Bce e qualora la situazione dovesse precipitare, si andrebbe dritti al voto anticipato. La Lega, intanto, si fa sentire con il suo leader Umberto Bossi: «Oggi non succederà niente, abbiamo chiesto a Berlusconi di fare un passo laterale». Tradotto: il Cavaliere proponga un esecutivo Alfano (con la sponda di Roberto Maroni). Un’ipotesi che, come le altre, viene valutata dal Pdl con la dovuta attenzione. Non a caso Cicchitto assicura: «Con la Lega c’è un rapporto strettissimo, affronteremo la situazione con una linea comune. Con la Lega c’è un’intesa definita nella lettera che l’Italia ha consegnato alla Ue».

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