Cancello? No, cassa! Così si può riscrivere

di Antonio MURA

Appare persino banale dire che i litigi individuali o di gruppo sono stati e sono, per la nostra specie, compagni di viaggio in servizio permanente effettivo.

Però bisogna riconoscere che i tentativi di frenare queste intemperanze non sono mai mancati. In fondo quando parliamo di morale, di diritto, di giustizia e di leggi, di ieri o di oggi, di che cosa parliamo se non del fatto che i rapporti tra umani pongono qualche problema?

Che noia, però, se non fossimo così. Una noia mortale. Tutti calmi, buoni e tranquilli, senza giudici e tribunali, senza sbirri, sbarre e cancelli. E senza molte… parole. Che ne sarebbe del cancelliere, per esempio?

Semplicemente non esisterebbe, visto che era chiamata così, nel tardo Impero Romano, la guardia autorizzata a superare la cancellata (oltre la quale sedeva il giudice) per accompagnare, davanti al magistrato, i protagonisti di un contenzioso da dirimere. Col tempo, poi, finì per essere chiamato cancelliere l’ufficiale incaricato di assistere il giudice e fargli da segretario.

E tutto questo perché quella che noi chiamiamo cancellata era chiamata nell’antica Roma cancelli – cancellorum, parola solo plurale perché si trattava di diverse verghe di ferro connesse, a una certa distanza, con traverse sia di ferro che di legno.

D’altra parte, quello che noi, oggi, chiamiamo cancello da qui deriva.

Così come trova origini qui il nostro verbo cancellare, usato dai maestri dell’antica Roma per chiedere ai loro allievi di fare una cancellata su una parola che non doveva essere presa in considerazione.

Caro lettore, chissà quante volte ti sei sentito dire a scuola, alla fine di un esercizio alla lavagna, adesso cancella.

E tu che cosa hai fatto? Hai cancellato? È poco probabile.

Perché cancellare significa porre una struttura a cancello ( questa : ########) sopra una o più parole che non sono da prendere in considerazione.

L’atto del levare le parole dalla lavagna, invece, è ben altro e si indica col verbo cassare.

D’altra parte non è forse la Corte di Cassazione l’organo istituzionale deputato ad annullare (cassare) una legge?

Non è dunque una contraddizione parlare di gomma per cancellare?

La gomma può cassare le parole da un foglio, ma per cancellare ci vuole una penna, una matita… o uno stilo giusto per tornare… agli antichi romani.