Carceri: detenuto tenta suicidio a Ferrara, è grave

È in coma all’ospedale di Ferrara un detenuto di origine tunisina che nel tardo pomeriggio di ieri ha tentato di impiccarsi nel carcere cittadino ed è stato salvato dalla polizia penitenziaria. L’uomo, in carcere da pochi giorni, si trovava nel reparto ‘nuovi giuntì. Quando l’agente in servizio nella sezione detentiva ha dato l’allarme, sono subito intervenuti il comandante del reparto di polizia penitenziaria e il suo vice: il primo ha sollevato il detenuto per le gambe, mentre il suo vice e l’agente hanno tagliato la corda che gli stringeva il collo. Per il segretario generale aggiunto del sindacato Sappe, Giovanni Battista Durante, «è sicuramente encomiabile il comportamento della polizia penitenziaria, del comandante, del suo vice e dell’agente, i quali sono riusciti a salvare la vita di un uomo, nella difficile situazione delle carceri, dove regnano il sovraffollamento e la carenza di risorse: uomini, mezzi e soldi. In Italia mancano 6.500 unità di personale (agenti, sovrintendenti, ispettori e commissari) e in Emilia Romagna 650. Ferrara non è esente da tali difficoltà. Mancano circa 50 agenti: dei circa 230 previsti ce ne sono circa 170. I detenuti sono 476, a fronte di una capienza di 256 posti. Poche settimane fa l’associazione magistrati ha stanziato 500 euro e li ha donati al carcere perchè acquistassero la carta per stampare i fax». Il Sappe chiede che al personale intervenuto «venga conferita l’onorificenza prevista dal regolamento».