Casapesenna, dopo l’arresto di Zagaria prevale la rabbia

Oggi, il giorno dopo la cattura di Michele Zagaria, a Casapesenna si respira un’aria diversa. La giornata inizia con una richiesta dei paesani: “Scrivete che ci dispiace che lo hanno arrestato, lo dovete scrivere”. Davanti alla villa dove, in un bunker, Michele Zagaria si nascondeva non c’è più niente se non un cartello dove si legge che l’immobile è stato posto sotto sequestro.La storia è sempre la stessa: se si chiede alla gente che passeggia per il paese, in piazza, chi era Zagaria o cosa ne pensa della sua cattura, la risposta è sempre la stessa: “A noi non ha fatto mai nulla di male”. Nella piazza principale di Casapesenna in tanti, oggi, parlano dell’arresto del boss Michele Zagaria. Quasi tutti esprimono rammarico per quanto avvenuto: “ora qui nessuno ci darà il pane”. Ma c’è anche chi se la prende con Vittorio Pisani, ex capo della squadra mobile di Napoli, coinvolto in un’inchiesta su presunti legami con un imprenditore che è considerato vicino alla camorra. “Lepore (procuratore di Napoli, ndr) questo non lo doveva fare – urla un cittadino davanti al bar Palma – perchè ha fatto ritornare Pisani che anche lui è accusato in un’inchiesta della magistratura. Non è giusto”. E mentre l’uomo pronunciava queste parole, diversi concittadini, intorno a lui lo hanno applaudito. Poi la difesa, senza se e senza ma, di Zagaria. “Anche a carico di Berlusconi, di Dell’Utri, di ministri vari ci sono pesanti accuse – spiega un cittadino – la differenza tra loro e Zagaria è che i ministri e i politici se ne possono andare in giro, Zagaria no». E poi, «lui era un nostro amico ci stava vicino, era un poveretto che lo Stato ha bloccato”.