E diciamolo

di Roberta MAGGI

Il sospetto che la critica cinematografica italiana sia verso il cinema nostrano più severa che con quello estero è piuttosto fondato, un po’ come un padre d’altri tempi che dai propri figli si aspetta sempre di più.

Però a volte la sensazione di non equità fa capolino, quando ad esempio ci si entusiasma per una commedia francese, nordica o una Indi americana e si minimizza la piacevolezza di un “prodotto autoctono” rifilandogli, più o meno tra le righe, un “carino ma niente-di-che”.

Il preambolo era in realtà mirato a risollevare un paio di pellicole che mi sono parse commedie gradevoli e azzeccate, a tratti brillanti, comunque non vuote, se per vuoto s’intende l’incapacità di generare una riflessione sul costume.

Ci riescono questi registi, con sceneggiature di livello rette da un bel montaggio, un’ottima fotografia, musiche e costumi ad hoc. Ci riescono eccome, e diciamolo.

“La Kriptonite nella borsa” di Ivan Cotroneo si colloca un po’ come versione italiana di “Me and you and everyone you know” – film delizioso che segnò l’esordio brillante di Miranda July – dove rappresentazione naif e sapore dei nostri anni ’70 si fondono in un’analisi leggiadra di un momento di storia personale e familiare con i suoi episodi bui, trattandoli senza insistere in profondità ma non per questo risultando superficiale.

La squadra è fatta di attori convincenti, le dinamiche raccontate in tratti essenziali, dal tocco comico e surreale sono piacevolmente plausibili salvo poi sfociare nel sogno dove, bambini e non, vorremmo sempre rifugiarci per vedere le cose da un’altra prospettiva. Così, seduti su un tetto in una notte di luna a guardare quanto è bella Napoli… si riesce a sorridere e pensare. E non è poco.

Di altra impronta è “Scialla”, di Francesco Bruni. Retta dalla coppia di attori Bentivoglio-Scichitano, esordiente notevole, padre e figlio sullo schermo, questa commedia è moderna e sempre “di formazione” ma stavolta in modo molto diretto, vero, brutale. “Scialla”, esclamazione coattissima traducibile in “stai sereno” oppure “rilassati!”, racconta la presa di coscienza delle proprie potenzialità trascurate: il padre capirà che si può essere responsabili di e per qualcuno, il figlio che è possibile espandere il proprio sapere al di sopra e al di là dei falsi miti degli adolescenti di oggi. Un reciproco istruirsi, un duplice Bildungsroman di celluloide.

Tutto molto semplice e anche un po’ scontato, forse, meno sottile o fra le righe rispetto a Cotroneo ma efficace. Anche qui si sorride e si pensa. E non è poco. Emblematiche sono pure le storie di contorno a quella principale come ad esempio la porno-diva di cui Bentivoglio scrive la biografia, personaggio simbolo della contraddizione dei nostri tempi.

I messaggi non saranno sempre super-raffinati ma se penso che “Benvenuti al Sud” ha fatto il pieno di incassi, con tutto il rispetto per quella commedia remake “innocente”, dico che allora l’accoppiata “Kriptonite – Scialla” merita una stelletta in più nel gioco delle recensioni. Non fosse altro perché, in questa imminente quaresima, mi viene da invocare: stringiamoci a coorte.