E’ morta Whitney Houston, da anni problemi di droga

NEW YORK -Tossicodipendente da anni, in preda a frequenti crisi nervose, si e spenta soli 48 anni , una delle regine della musica pop tra gli anni ’80 e ’90. Il corpo, come riferisce la polizia, è stato ritrovato ieri pomeriggio al Beverly Hilton Hotel di Beverly Hills alle 15.55 ora locale (00.55 di oggi in Italia). Whitney si trovava, insieme a parenti e amici, nell’albergo per prendere parte ad una serata organizzata a margine dei Grammy Awards, che si terranno stasera a Los Angeles. Le cause esatte della morte della popstar restano ancora indeterminate e gli investigatori continuano a lavorare nella sua stanza al quarto piano del Beverly Hilton per precisarne le circostanze, rende noto la polizia. Una persona del suo entourage ha chiamato i soccorsi alle 15:43 e il personale di sicurezza ha subito tentato di rianimarla, ma inutilmente. Secondo la Cnn sarebbe stato il suo compagno, il cantante Ray-J, a dare per primo l’allarme. Una tragedia purtroppo attesa. Già alla vigilia della magica notte dei Grammy, si era sparsa la notizia che Whitney si trovasse in gravissime condizioni. La sua storia è il dramma di una grandissima artista per anni ai vertici delle classifiche, amata e venerata da milioni di fan, passata in pochi anni dal paradiso del successo all’inferno della droga e della depressione. Oltre ai noti abusi di cocaina, marijuana e psicofarmaci, Whitney ha sofferto drammaticamente il fallimento del suo matrimonio con il cantante Bobby Brown, durato dal 1992 al 2006. Nata nella periferia del New Jersey, il padre era un militare e la madre Cissy era una cantante di gospel. L’arte e il canto era una dote di famiglia: Whitney era cugina della star pop Dionne Warwick e figlioccia della grande Aretha Fraklin. Raggiunse l’apice del suo successo molto giovane, grazie alla sua voce meravigliosa, dall’enorme intensità e potenza. Nel 1986 vinse il Grammy e per anni dominò la scena con tantissimi successi mondiali. Nella Billboard Hot 100 riuscì a piazzare sette singoli consecutivi al numero uno, battendo il record di cinque appartenete a stelle del calibro di Diana Ross, e perfino dei Beatles. Assieme a Michael Jackson detiene il record dell’artista di colore di maggior successo. Si calcola che nella sua breve ma intensissima carriera abbia venduto circa 190 dischi. Per anni è Whitney stata la stella, la ragazza d’oro dell’industria discografica. Ma raggiunse anche la grandissima popolarità con le sue apparizioni sul grande schermo in film come ‘The Bodyguard’, al fianco di Kevin Kostner, la cui colonna sonora ha venduto 45 milioni di copie. Con la sua musica e il suo sex appeal ha influenzato una generazione di giovani cantanti, come Christina Aguilera e Mariah Carey. Dopo gli anni del successo il crollo e la disperazione: da tempo faceva abuso di cocaina, marijuana e pillole varie. In un’intervista del 2002, disse: «Il più grande demonio sono io. Posso essere il mio miglior amico o il mio nemico peggiore». E quel demonio alla fine ha avuto tragicamente la meglio.

Sulla sua pagina Facebook, in migliaia stanno lasciando il proprio messaggio di addio. Tra i primi il cantante Lenny Kravitz: “Withney, riposa in pace, non ci sarà mai più un’altra come te” ha scritto. Ma è la gente comune, i fan, che stanno riempiendo di necrologi lo spazio web e urlano a tutto il mondo quanto la Houston sia stata amata.