Effetto Mozart

In uno dei precedenti numeri ho esposto l’analisi della persona di Mozart come eterno bambino (vedi. Totemblueart n.10 ).Per quanto riguarda il Mozart compositore, secondo recenti scoperte neuroscientifiche condotte presso l’Universtity of California, si è riscontrato come l’ascolto della Sonata K448 per due pianoforti sia in grado di migliorare le prestazioni spazio-temporali di ben 9 punti nella valutazione del personale Quoziente di Intelligenza (QI). Anche se tale effetto viene esercitato sul nostro cervello solo per 10-15 minuti, l’influenza di alcune partiture dell’Autore viene comunemente definita come effetto Mozart.Le capacità spazio-temporali permettono di manipolare immagini mentali tridimensionali, utili in matematica, in ingegneria, in architettura, nelle scienze, nelle arti e nella vita quotidiana (basti pensare a quando ci troviamo in un luogo poco conosciuto e dobbiamo crearci una mappa mentale anche solamente del parcheggio per poter ritrovare la nostra auto!).Questo originale studio, pubblicato nella rivista Nature, ha prodotto un notevole impatto sia in ambito educativo che commerciale, ma non ha tenuto presente che tale effetto non si sarebbe esaurito tanto nell’avvicinare Mozart alle orecchie di bambini inconsapevoli, quanto nello stimolare uno studio più approfondito del rapporto fra musica mozartiana e cervello.Per esempio, un’ulteriore ricerca dimostra che la Sonata K488 aumenta la velocità ed abilità di navigazione nei ratti all’interno di un percorso labirintico e diminuisce sensibilmente il numero di attacchi epilettici.Ma quali sono gli elementi musicali presenti che rendono la Sonata così speciale?Da una prospettiva musicologica si ritiene che questa partitura rappresenti una delle più mature e profonde opere del Maestro salisburghese, mentre, in un’ottica neuroscientifica, John Hughes, neurologo, sostiene che nella musica di Mozart si rinviene una lunga-durevole periodicità mentale.In altre parole, le composizioni del Nostro sono caratterizzate da una linea melodica che si ripete quasi continuamente con continue variazioni nella disposizione e ripetizione di note, che però permettono all’ascoltatore di non perdere mai la memoria del tema musicale. Si tratta in sostanza di una melodia continuamente ripetuta e variata, grazie alla quale le aspettative melodiche ed armoniche vengono soddisfatte. Secondo Hughes questa è la chiave interpretativa per comprendere il perché la musica mozartiana influisce così profondamente sui processi cognitivi del cervello, il quale funziona esattamente nello stesso modo: ripete la costruzione di informazioni precedenti e le varia per adattarle alle nuove situazioni. Nel caso della presente Sonata, la K448, questo livello di periodicità e ripetizione, seppure nella variazione, è particolarmente evidente. Un’altra caratteristica evidenziata e presente nelle composizioni di Mozart e Bach è la presenza, con un certo grado di ripetizione, delle note sol3 (196Hz), do5 (523 Hz) e si5 (987 Hz) più insistita rispetto ad altre.La valutazione di questo effetto e della sua influenza dipende anche dal tipo di performance cognitiva richiesta, dunque dalla scelta delle prove. Non si riscontra invece un effettivo miglioramento di capacità intellettive generali. L’effetto Mozart è particolarmente verificabile in pazienti epilettici. Inoltre, la presenza di queste influenze cognitive esercitate dalla musica su alcune capacità cerebrali non è attribuibile esclusivamente alla musica di Mozart, ma anche ad alcune strutture musicali caratteristiche che attualmente non sono ancora state precisamente definite.