Egitto di nuovo al voto

Grande partecipazione popolare anche nella seconda tornata delle elezioni legislative egiziane svoltasi oggi. Pur in assenza di cifre ufficiali, fonti giornalistiche riferiscono di una grande affluenza alle urne, mentre sia Libertà e Giustizia, il partito dei Fratelli Musulmani, sia gli islamici radicali (salafiti) cercano di confermare il successo (insieme hanno il 65 per cento dei seggi), ottenuto nella prima tornata del 28 e 29 novembre. Ma anche i ‘rivoluzionarì di piazza Tahrir, presenti in vari partiti, raccolti nella coalizione «Rivoluzione Continua», affermano di aver ‘serrato le filà per fare in modo che «coloro che non vogliono votare nè i Fratelli Musulmani, nè i liberali (di centro), possano trovare nelle nostre forze di sinistra un riferimento importante». A dirlo è un membro del Partito dell’Alleanza Socialista Popolare, Mohamed Sanad, secondo il quale «la seconda tornata ci offrirà più possibilità di vincere seggi parlamentari», e prevede che la sua coalizione possa raggiungere dal 15 al 25 per cento, anche per il maggior numero di volontari distribuiti sul territorio. Sembra comunque molto probabile una riconfermata affermazione del partito Libertà e Giustizia, e probabilmente anche dei salafiti di Al Nour, considerato che tra i nove distretti nei quali si vota oggi e domani ne figurano alcuni ad alta concentrazione di famiglie e gruppi familiari legati per tradizione ad intense pratiche religiose. Soprattutto nell’Alto Egitto (Sohag), ma anche in alcune zone del popoloso governatorato di Giza, la Cairo sviluppatasi sulla riva ovest del Nilo fino ad inglobare le Grandi Piramidi, e nel quale i Fratelli musulmani, fuori legge fino alla caduta del regime di Mubarak, hanno sviluppato un forte proselitismo attraverso opere caritatevoli e assistenziali. Inoltre la confraternita partecipa attivamente ad una iniziativa, in collaborazione con altri partiti e movimenti giovanili, per bloccare la presenza in varie liste di esponenti che hanno avuto potere nel periodo di Mubarak. Singolare il tentativo di uno dei candidati del «Partito Conservatore», Mohamed Kamal Marael, di giustificare la propria attività nel disciolto partito del presidente deposto, il National Democratic Party, assimilandola alla alleanza di Maometto, descritta nel Corano, con la popolazione ebrea della città di Medina «per servire la comunità». Altra curiosità della giornata odierna la conferma da parte del presidente della Commissione Elettorale, Abdel Moez Ibrahim, in una conferenza stampa, della multa di 500 lire egiziane (circa 40 euro) da applicare a chi dovesse non andare a votare «senza giustificati motivi». Mentre a piazza Tahrir il panico si è diffuso in serata tra i manifestanti che ancora la occupano dopo un’intossicazione che ha colpito una cinquantina di loro per aver consumato panini con la carne venduti da ambulanti. Una televisione locale ha dato notizia – non ancora confermata da fonti ufficiali – che un giovane, Mohamed Hassan Ibrahim, di 19 anni, è morto dopo violenti attacchi di vomito e di diarrea, stessi sintomi che hanno colpito molte persone ricoverate in due ospedali cairoti.