Elisa Amistadi, una voce nuova e impegnata

di Dauno Giuseppe BUTTIGLIONE

Concerto di grande impatto e di notevole spessore qualitativo quello della roveretana Elisa Amistadi e dei suoi musicisti: Michele Bazzanella al basso elettrico, sinth e programmazioni e Michele Fanini alle chitarre, programmazioni e percussioni. Il concerto si è tenuto nel novembre scorso presso il teatro comunale di Brentonico. È stato organizzato dal Comune per recuperare quello che era stato annullato per maltempo lo scorso luglio, quando, nell’ambito della manifestazione “L’artista trentino dell’anno” organizzata dalla nostra rivista, uno dei premi il “Totem come giovane promessa”, era stato assegnato proprio a Elisa Amistadi. Un’importante occasione, non solo per gli abitanti della zona, per ascoltare il nuovo progetto live presentato in trio dalla cantante. Numeroso il pubblico che ha affollato il teatro di Brentonico incuriosito non solo dalla proposta, ma anche stuzzicato dalla giovane età del gruppo musicale. C’è subito da dire che la definizione di cantautrice risulta riduttiva per Elisa Amistadi in quanto lei esce sicuramente dagli stereotipi legati a questo termine, risultando piuttosto una poliedrica ed ecclettica performer che canta accompagnandosi sia al piano che con la chitarra. Al di là dello spessore dei brani da lei composti, i testi di Elisa rivelano una notevole maturità artistica che evidenziano le qualità vocali e interpretative che la rendono un’artista pronta per ottenere riscontri anche al di fuori dell’ambito locale. Non a caso Elisa ha già avuto modo di raccogliere importanti riconoscimenti sulla scena nazionale. Tra questi, la vittoria al premio Pavanello nel 2004, l’affermazione nel 2005 al prestigioso Festival Musicultura di Macerata (già Premio Recanati) dove si è aggiudicata i premi per il miglior testo e per la miglior interpretazione. Nel corso del 2008, oltre a comporre ed eseguire dal vivo, insieme a Michele Bazzanella, le musiche dell’ ultimo lavoro della compagnia di danza Abbondanza/Bertoni in scena in diversi teatri italiani, si è aggiudicata il primo premio nella rassegna per artisti emergenti del Mantova Musica festival. Il concerto risulta molto ben costruito con un inizio molto teatrale dove dal buio prende sempre più corpo un loop di sinth sul quale parte il bellissimo brano “Ordem e Progreso”. Alcune canzoni scritte da Elisa risultano autentiche chicche musicali. Tra queste ci sono rimaste particolarmente impresse “Confessioni di un giornalista”, brano estremamente efficace anche dal punto di vista del testo, costruito con immagini di notevole spessore poetico e “Trisomia 21”, brano che parla della sindrome down attraverso delle metafore che sottolineano una sensibilità interpretativa di grande qualità. Per quanto riguarda alcuni dei brani di altri autori da lei presentati, come non citare l’interpretazione di “Free man in Paris” di Joni Mitchell, ma soprattutto quella, davvero superba, con il solo efficacissimo accompagnamento del basso elettrico di “Grace” di Jeff Bukley.

Una citazione infine è doverosa anche per i musicisti Michele Bazzanella e Michele Fanini che svolgono un prezioso e funzionale lavoro di arrangiamento e accompagnamento che denotano gusto ed equilibrio di esecuzione. Che dire ancora? L’augurio è che “il Totem come giovane promessa” assegnato da Totemblueart a Elisa Amistadi sia di auspicio per lungimiranti traguardi.