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Il direttore è Giuseppe Buttiglione, bibliotecario all’ITI “Marconi” di Rovereto e sua l’idea di far nascere una rivista: “Sì, da tempo coltivavo il sogno di mettere insieme una redazione che si occupasse di cultura in generale: dall’arte alla letteratura, dalla storiografia alla saggistica, dalla poesia alla musica, la mia passione. Nel 1966 suonavo la chitarra basso nella più giovane rock band della Puglia, a Cerignola (Foggia), cittadina della Capitanata (o Daunia) che ha dato i natali al linguista Nicola Zingarelli e al sindacalista Giuseppe Di Vittorio. Poi sono arrivato a Rovereto, ho continuato a suonare, ma ho iniziato a collaborare con “UCT” e con un’altra rivista, “Rovereto insieme”, come responsabile delle rubriche musicali. E poi, e poi eccomi qua, il sogno si è realizzato”.

Totemblueart è “bicipite”: ha due redazioni, una giornalistica e l’altra che si occupa dell’”Artista trentino dell’anno”, un premio che viene conferito a chi, nel campo dell’arte, si è distinto per doti e originalità. Antonio Mura, docente di Lettere al “Marconi”, coordina la redazione giornalistica (della “partita” fanno parte anche Alessandro Cattani, Ivano De Zaiacomo, Massimiliano Frapporti, Laura Modena, Jacopo Giovanni Romani); Lorenzo Casari, Marina Cavallo, Eros Olivotto, Raffaele Refatto, Paolo Romani e Antonio Traficante collaborano, invece, con l’altra redazione, quella dell’”Artista trentino dell’anno”. L’Editore è Osiride di Rovereto, con il quale Buttiglione ha intrapreso questo coraggioso viaggio tra utopia e disincanto. Infatti, la rivista, senza essere specialistica, getta uno sguardo critico sugli eventi culturali più significativi del Trentino di oggi: vi si trovano attente e lucide riflessioni, sapidi e divertenti aneddoti, stravaganti storie, ritratti di personaggi, recensioni varie.

Perché Totemblueart? “Il totem è un simbolo che accomuna un clan – ci risponde il direttore – un gruppo, una comunità; il totem è pure sinonimo di rispetto e di reciproco aiuto. Il blu è un colore legato all’arte, esprime la volontà di un artista di lasciarsi alle spalle il buio per proiettarsi verso la luminosità”. Come è nata l’idea di assegnare il “totem” per l’arte ad un artista o ad un personaggio della cultura del Trentino? “E’ una logica conseguenza: riteniamo che l’assegnazione del “totem” per l’arte sia il giusto premio a chi, nei vari ambiti, è riuscito a far conoscere il Trentino fuori dai confini provinciali. Nel 2005, in collaborazione con il Comune di Brentonico e alla presenza dell’assessore Margherita Cogo, abbiamo assegnato i primi “totem”: ad Isabella Bossi Fedrigotti per la narrativa, ad Andrea Castelli per il teatro, ad Henkel Zhuti per la danza, a Maria Stoffella Fendros per la pittura e alla “Compagnia dell’Attimo” per la pace. Stiamo valutando i “totem” per quest’anno, specifica un Buttiglione giustamente orgoglioso, che guarda con ottimismo al futuro, ma che, per scaramanzia, cela progetti e novità. Curiosità: il numero “zero” della rivista è stato dedicato a Luigi Serravalli, nume tutelare di coloro che amano la scrittura e si occupano d’arte, di filosofia, di cinema, di letteratura, insomma, di tutte quelle “cose” che fanno bene allo spirito e al cuore, soprattutto in tempi di “magra” come questi.

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