Intercettazioni

Ad un amico di Totemblueart, ricercatore appassionato e studioso delle tecnologie di confine mirate a superare, per quanto riguarda la comunicazione, non solo lo spazio, ma anche il tempo, capita, ogni tanto, di ritrovarsi sotto gli occhi, nel corso dei suoi esperimenti, scritti o discorsi che gli arrivano da un passato talvolta anche molto lontano da noi. Quello che colpisce è che, spesso, si tratta di parole che sembrano parlare alla nostra contemporaneità. Alla sua disponibilità dobbiamo, perciò, questa collaborazione speciale con uomini o donne del passato.L’intercettato questa volta è Giuseppe Giusti, poeta satirico toscano, vissuto nella prima metà del 1800. A renderlo attuale è il suo amore per la libertà e il suo disprezzo per il servilismo e l’oscurantismo.Così questi versi intercettati sul gioco del lotto, non sono altro che un appello alla ragione e una denuncia del potere.

Il gioco in complesso

è un vizio bestiale,

ma il lotto in se stesso

ha un che di morale:

ci avvezza indovini,

pietosi di cuore;

diventi un signore

con pochi quattrini…

Per dote sperata

da pigra quintina

la serva piccata

fa vento in cucina;

la pappa condita

cogli ambi segnati

sostenta la vita

di mille affamati…

Ah, viva la legge

che il lotto mantiene:

il capo del gregge

ci vuole un gran bene:

i mali, i bisogni

degli asini vede,

e al fiero provvede

col Libro dei sogni.

[ versi tratti da Il gioco del lotto – Poesie di Giuseppe Giusti Zanichelli in CD-Rom