La Casa dei poeti: Silvia Malavasi

di Eros OLIVOTTO

 Usciamo dai confini regionali per incontrare una giovane poetessa, Silvia Malavasi, nata a Mantova il 7 settembre 1977 ma residente a Quistello.

Una poesia, una sola, in grado di trasmettere tutta la forza visionaria di un poeta, la sua dimestichezza con quella dimensione del linguaggio, capace di definirne il potere evocativo. “Per gli uccelli tutti/per i rami/ per l’eccesso di indaco/per il graffio”: questi versi di Silvia Malavasi racchiudono, a nostro modo di vedere, tutto il potere di sintesi che è proprio della parola poetica.

“Per il difficile superamento/per le porte chiuse. Per te/ nessuno/e per lo spinoso dito toccante”: c’è un’intatta carica simbolica, in essi, come una possibilità di accesso all’universo dei significati nascosti, i cui rapporti divengono raggiungibili soltanto attraverso la poesia. “Quattro ulivi ora ascoltano/ascoltano il soffio/del mio ostinato/domandare”: nell’immagine finale il senso della sospensione, ciò che consente al poeta di vivere inseguendo la “distanza”, l’ atteggiamento che fonda e giustifica il suo modo di stare nel mondo.