La chiusura di Megaupload e megavideo è solo l’inizio

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La sindrome Megaupload si sta diffondendo. Dopo Fileserve fanno un passo indietro Fileserve, Uploaded, VideoBB, VideoZer, FileJungle, UploadStation, FilePost e tanti altri. Hanno tutti paura dell’FBI e della Giustizia statunitense. I server negli USA mettono davvero nei guai.

 

 Megaupload chiuso, Filesonic in ritirata e adesso fanno marcia indietro anche Fileserve, Uploaded, VideoBB, VideoZer FileJungle, UploadStation, FilePost e altri. Insomma, è davvero finita per i servizi di file hosting che chiudevano un occhio sulla pirateria. È bastato dare una spallata al pezzetto del domino più grande per convincere gli altri a gettarsi a terra.

Con l’operazione FBI che ha portato alla chiusura di Megaupload e l’arresto dei suoi gestori si è generato una sorta di panico nell’ambiente dei cyberlocker. Probabilmente tutti hanno almeno due elementi in comune con la prima vittima: si affidano a server statunitensi e gli abbonati aumentano in relazione ai file pirata disponibili. Fin qui un buon legale potrebbe riuscire a giocarsela di fronte a un giudice. Il problema invece è legato ai bonus che molte piattaforme riconoscono agli utenti pirata, ovvero coloro che coagulano il maggior numero di download. Qui non si può fare proprio nulla, poiché si tratta di vera e propria connivenza.

Quindi non bisogna stupirsi del fatto che Filesonic abbia deciso di disabilitare la condivisione di file e anche i bonus. Poche ore dopo ha fatto la stessa cosa Fileserve, annullando alcuni abbonamenti per violazione dei (nuovi) Termini di Servizio. Ma siamo appena agli inizi perché è evidente che questa settimana sarà un’ecatombe.

Uploaded.to ha bannato tutti gli indirizzi IP statunitensi, per eluderne la giurisdizione. VideoBB e VideoZer hanno chiuso i programmi bonus, iniziato a cancellare gli account più compromettenti ed eliminare una quantità industriale di file pirata. Mosse per altro imitate in queste ore anche da FileJungle, UploadStation, 4shared,  x7.to e FilePost. Infine pare che 4shared, MediaFire e Org torrent siano già sotto indagine FBI.

Persino PayPal avrebbe iniziato a restituire ai neo-abbonati Filesonic – quelli di questo weekend – ogni dollaro o euro pagato per l’iscrizione.

Si sta davvero chiudendo una stagione, ma il file hosting pirata non è certamente finito. È probabile che molte società inizino a guardare ai servizi server dei paesi “borderline” come ad esempio la Russia. L’unica discriminante sarà la sicurezza per i clienti.

Ma non c’è problema anche le banche si sono fatte furbe: forniscono servizi virtuali per le carte di credito. Ad esempio Intesa San Paolo, come altre banche, consente agli utenti Mastercard di generare codici della carta di credito e numeri di sicurezza virtuali usa-e-getta. Immaginiamo un abbonamento da 29,99 dollari per un anno di servizio file hosting fornito dalla peggiore società di Caracas. Ebbene, si accede al proprio home banking, si attiva la procedura di creazione di codici virtuali e si decide che saranno attivi per un giorno con credito massimo di 29,99 dollari. Ecco fatto: il nostro “vero codice” della carta di credito sarà preservato da ogni rischio.

Qualcuno deve aver fiutato l’aria.

Via [tomshw]