La sindrome di Stendhal, prove della potenza artistica

Ciò che accade nel nostro cervello quando ci si trova di fronte ad un’opera d’arte è stato già discusso nei numeri precedenti.È possibile però che, oltre ad effetti positivi, la visione di un’opera d’arte sia in grado di provocare un malessere psicofisiologico?La risposta è sì ed è racchiusa nella cosiddetta Sindrome di Stendhal o Sindrome di Firenze, per il fatto che è questa la città dove, almeno una volta al mese, l’ospedale di Santa Maria Nuova si ritrova a dover ricoverare pazienti colpiti da improvvisi disturbi psichici.Con Sindrome di Stendhal si fa riferimento a una serie di esperienze critiche, di episodi di scompenso psichico acuti, improvvisi e di breve durata, tutti di carattere benigno, ovvero privi di conseguenze e tutti correlati con l’elemento del viaggio in luoghi d’arte.Si manifesta con tre differenti tipologie di disturbo.La prima è quella identificabile con crisi di panico e ansia somatizzata, dove i soggetti accusano improvvisamente palpitazioni, difficoltà respiratorie, malessere al torace, la sensazione di essere sul punto di svenire e conseguentemente lo sviluppo di un vago senso di irrealtà. Tali condizioni portano ad avvertire un improvviso bisogno di casa, di tornare nella propria terra, di parlare la propria lingua.Le altre due tipologie sono invece più serie. Una riguarda prevalentemente i disturbi dell’affettività e si manifesta con stati di depressione come crisi di pianto, immotivati sensi di colpa, senso di angoscia o, all’opposto, con stati di sovraeccitazione; l’altra riguarda i disturbi del pensiero, con alterata percezione di suoni e colori e senso persecutorio da parte dell’ambiente circostante.Non esistono opere o autori particolari che suscitino le reazioni descritte. Questo è un concetto molto importante: non sono le opere in sé, ma piuttosto alcune peculiarità proprie del singolo oggetto estetico che, in particolari circostanze, scatenano nel fruitore, a seconda anche della sua storia personale, una sostanziale difficoltà di contenimento delle emozioni e dunque una condizione di disagio.Il fattore scatenante la crisi si ha spesso durante la visita ad un museo della città, dove il visitatore è colpito dal senso profondo di una o più opere, dalla relazione di queste con i loro creatori, trascendendo, perciò, le immagini ed i soggetti.Queste manifestazioni di malessere spesso portano ad un comportamento isterico nei confronti dell’opera che può sfociare in tentativi di sfregio o distruzione dell’opera stessa.Ecco quindi un esempio di effetto negativo che le opere d’arte possono trasmettere. Si tratta, però, di un effetto negativo che nasce dalla grandezza artistica dell’opera, evidentemente in grado di trasmettere emozioni talmente grandi che non riescono ad essere contenute dall’osservatore che si sente troppo piccola cosa di fronte alla potenza artistica.