Le Orme, la band del pop progressivo italiano in concerto a Levico

di Franco GIULIANI

C’era grande fermento nel popolo rockettaro trentino per l’arrivo in regione delle “Orme” sabato 6 dicembre 2008 al Palalevico. La storica band del pop progressivo italiano, sulla scena dal lontano 1966, non ha deluso i suoi fedeli fans pronti a rivivere quei favolosi e irripetibili anni, momento di genuina ricerca musicale. Il gruppo fondato dal bassista Aldo Tagliapietra assieme al batterista “Michi” Dei Rossi e dal tastierista Tony Pagliuca hanno inciso 18 album (avete letto bene… ) fino al 1992.

In seguito Pagliuca è stato sostituito da Michele Bon.

Ed è con questa formazione che i tre sono saliti sul palco di Levico. Durante il concerto le Orme hanno ripercorso la loro storia con canzoni tratte dagli indimenticabili trentatre giri quali “Collage” del 1971, “Uomo di pezza” del 1972, “Felona e Sorona” del 1973 e interpretando canzoni quali “Cemento armato” e “Sguardo verso il cielo”, songs che col passare degli anni non hanno perso nel tempo le fresche sonorità ancora attuali e piene di glamour. Ma ora viviamo il concerto. Dopo qualche inconveniente tecnico ed un breve assestamento sonoro, la band ha cominciato a martellare l’affamata fauna. Subito in evidenza la voce di Aldo Tagliapietra ancora fresca come quella di un tempo sembra uscire da un vecchio disco 33 giri. L’uso della chitarra a 12 corde rievoca sonorità clavicembalistiche da tempo dimenticate. Il piacere del timbro inconfondibile dell’organo Hammond, suonato con abilità e intelligenza da Michele Bon, ha reso il concerto interessante e piacevole. La precisione del batterista “Michi” dei Rossi e la sua incisività e puntualità, ha contribuito ad amalgamare ritmicamente il trio. Particolarmente evocativa la canzone “India”, apparsa sul Lp Contrappunti del 1974 e scritta come ricordava Aldo dopo la delusione avuta nell’apprendere che L’India, sognata negli anni ’70 quale luogo di filosofie di vita capaci di infondere speranze nuove, era in possesso della bomba atomica. Una piacevole ora e mezzo di buona musica, riascoltata con rinnovato interesse. Dopo un relativo silenzio le Orme hanno ripreso l’attività concertistica non solo in Italia ma anche all’estero, in particolare in USA e Giappone dove sono richiestissimi i loro CD e le loro performance live. Eppure sono passati tanti anni dagli anni d’oro della musica rock progressive, ma le Orme, la PFM, Il Banco del Mutuo Soccorso, i New Trolls (tanto per citare qualche nome) imperversano ancora in lungo e largo per lo stivale. Questi terribili vecchietti non vogliono proprio smetterla di suonare. Evidentemente il cordone ombelicale non è stato ancora reciso dal movimento musicale di quegli anni. Ciò è preoccupante evidentemente i giovani musicisti non ancora trovato una nuova dimensione sonora se si pensa cha la musica rock è morta negli anni settanta. Quello che si ascolta oggi è ancora un continuo revival di quegli anni. Ai giovani musicisti un consiglio: adesso tocca a voi, più impegno, coraggio, e soprattutto nuove idee. In bocca al lupo.