Leggerezza e trasparenza nella pittura di Sara Malfer

di Carlo ANDREATTA

Nel settembre scorso la galleria “Transito” di Arco ha presentato 18 dipinti di Sara Malfer, la sua personale d’esordio. Il “Transito”, per tradizione, ma anche grazie alla sensibilità del suo presidente – lo scultore Renato Ischia – mette a disposizione il suo spazio per far conoscere giovani e promettenti artisti: pittori, scultori, fotografi, ma anche poeti e scrittori. Sara nasce a Milano nel 1978. Studia al Liceo Artistico di Monza, poi frequenta l’Accademia di Belle Arti di Brera. Vive e lavora a Garda (VR). Figlia d’arte (il padre è Mario Malfer, apprezzato pittore), Sara utilizza l’acquerello e la tecnica mista, cioè l’acquerello unito al pastello ad olio.

La leggerezza e la trasparenza sono la cifra che caratterizza gli acquerelli di Sara. Nelle sue tele troviamo, soprattutto, il corpo femminile: morbido, romantico, raffinato. I nudi della Malfer sono colti in momenti di relax o di spensieratezza. A Sara interessa la corporeità colta tra estetismo e pudica sensualità. Alcune sue opere ritraggono donne “in carne” come amavano i Romantici e gli Impressionisti. Anche il volto è soggetto privilegiato: volti espressivi, enigmatici, intensi. Nelle sue tele la Malfer riesce a creare straordinarie alchimie pittoriche dove spazio, forma e colore si dissolvono dando luogo ad originali figure. Il rapporto spazio-colore mette in evidenza una ricerca verso territori inesplorati, ricerca che la pittrice sa dominare perché in possesso di una tecnica sicura, frutto di un impegno e di una abnegazione costanti. In alcune opere la pittrice utilizza colori annacquati e delicati: tutte le sfumature del grigio, del giallo, del rosso, del blu, del rosa. L’occhio pittorico di Sara è attento, il linguaggio espressivo è piuttosto alto. Il colore occupa lo spazio, ma, nel contempo, lo trascende. Sara Malfer vive e dipinge a Garda: il lago le ha dato il senso della spazialità, della libertà, della curiosità, elementi che possiamo evincere dai suoi quadri.