Lo potevo fare anch’io…e che l’arte sia con voi

di Alberto ANGHEBEN

Francesco Bonami , noto curatore di mostre d’arte contemporanea, ci presenta un libro dal titolo singolare: Lo potevo fare anch’io. Ai più questo titolo non dirà niente di nuovo.

La maggior parte delle persone che affollano le mostre d’arte contemporanea oggi, se ne escono almeno una volta con questa affermazione, atta in un primo momento a sminuire il ruolo creativo dell’autore, spesso superficiale ed infantile, ed in un secondo a celebrare la propria creatività latente; non è poi dimostrato se, tornando alle loro case, amino soffermarsi a riflettere sul mondo, sulla realtà che li circonda, modellando la propria visione ed interpretazione della stessa in qualcosa di per lo meno “artistico”.

Quello che cerca di fare l’autore del libro è di presentarci alcune chiavi di lettura nell’intricato garbuglio dell’arte contemporanea, tramite l’analisi di figure artistiche ritenute più o meno meritevoli d’essere menzionate ed interpretate. Bonami parla a tutti coloro che siano interessati a questo tema e che, pur non essendo intenditori, guardino all’arte con una mente aperta.

Il libro si divide in capitoli, collegati tra loro, ma non per forza consequenziali. Vengono raccontate piccole storie indipendenti l’una dall’altra che trovano uniformità in vista della globalità del discorso. Il linguaggio è piacevole, ironico, talvolta fino a sfiorare l’irriverenza. Gli artisti o i movimenti vengono esaminati in maniera piuttosto acuta, al fine di metterne in luce gli aspetti caratteristici ed originali.

Si viene a delineare un quadro generale definito dallo stesso autore come la composizione di un mazzo di fiori. Non mancano dure critiche, in particolare nei confronti di alcuni artisti definiti di confusione di massa, che però l’autore riesce ad addolcire – o forse no? – grazie all’uso di metafore ardite, esempi e terminologie spesso fantasiose e paradossali.

Risulta difficile parlare di ciò che è contemporaneo e che quindi non si presenta in modo delineato, filtrato dalla storia. In questo ci vuole spesso coraggio ed un pizzico di incoscienza. Citando Bonami:

Ogni libro sull’arte che voglia essere una critica e un dibattito è un processo a porte chiuse dove il giudice, l’accusa, la difesa, la giuria e il boia sono una persona sola, l’autore. Il processo però si riapre una volta che il libro finisce nelle mani del lettore e sarà allora l’autore a diventare imputato.

Una lettura piacevole, un punto di vista sull’arte che non si prende troppo sul serio, un libro contemporaneo che parla della contemporaneità.