Manovra Monti: tutto quello che dobbiamo sapere

CASA.
Diventa più leggera l’imposta sulla prima casa, attraverso l’Imu. La detrazione, prima fissata a 200 euro, potrà raggiungere i 400 euro tenendo conto della dimensione della famiglia. Verrà applicato uno sconto di 50 euro per ogni figlio di età non superiore a 26 anni fino a un massimo di 400 euro. «L’Imu è più equa della vecchia Ici» ha sottolineato il premier Monti.

ABITAZIONI ALL’ESTERO.
Tra le novità una tassa dello 0,76% per gli immobili detenuti all’estero a qualsiasi uso destinati, delle persone fisiche residenti nel territorio dello Stato. L’imposta è dovuta proporzionalmente alla quota di possesso e ai mesi dell’anno nei quali si è protratto il possesso. Prevista anche un’imposta di bollo per le attività finanziarie detenute all’estero.

CONTI CORRENTI.
I conti correnti di giacenza media inferiore a 5.000 euro intestati alle persone fisiche verranno esentati dall’imposta di bollo. Per quelli intestati a soggetti diversi dalle persone fisiche si prevede l’incremento dell’imposta di bollo di 26,2 euro su base annua. Stessa disciplina per i libretti di risparmio. Prevista anche una tassazione sui Buoni fruttiferi postali.

PENSIONI.
L’adeguamento all’inflazione verrà assicurato a tutti gli assegni fino a 1400 euro lorde nel 2012. Nel 2013 però le rivalutazioni riguarderanno solo le pensioni fino a due volte la minima. Un contributo di solidarietà del 15% verrà richiesto alle pensioni sopra i 200mila euro. Introdotti requisiti più soft per andare in pensione per la classe ‘52, quella più colpita.

CAPITALI SCUDATI.
L’emendamento del governo depositato alle Commissioni Bilancio e Finanze della Camera prevede che le attività finanziarie oggetto di emersione sono soggette a un’imposta di bollo speciale del 10 per mille negli anni 2012 e 2013, mentre l’aliquota ordinaria è fissata al 4 per mille. Il nuovo intervento sui capitali scudati serve a finanziare le misure sull’indicizzazione delle pensioni e l’aumento della franchigia dell’imposta sulla prima casa.

TETTO AGLI STIPENDI.
Arriva un tetto agli stipendi di chi riceve trattamenti economici da parte della finanza pubblica, siano essi dipendenti o lavoratori autonomi delle pubbliche amministrazioni. Il limite è individuato nello stipendio del primo presidente della Corte di Cassazione che si dovrebbe aggirare intorno ai 300.000 euro lordi l’anno. Nel caso in cui si prendono più contributi per differenti incarichi, il tetto non potrà superare i 300.000 euro.

TAGLI ALLA POLITICA.
Sarà il Parlamento a decidere sulla revisione degli stipendi dei parlamentari. I presidenti di Camera e Senato, Fini e Schifani, hanno annunciato che gli stipendi di deputati e senatori saranno ritoccati entro gennaio. Dopo le polemiche sulla eccessiva debolezza della manovra sui tagli ai costi della politica, il Parlamento pare si sia finalmente deciso di non aspettare la fine dei lavori della commissione Giovannini.

PROVINCE.
Le province, invece, arriveranno a scadenza naturale. Eliminato quindi il termine perentorio del 31 marzo 2013. Per quelle che scadono il prossimo anno non è più prevista una proroga ma l’istituzione di un commissario ad acta. Non cambia il giudizio dell’Upi che si è appellata al presidente della Repubblica, chiedendogli di «non consentire che una legge cancelli enti democraticamente eletti dai cittadini».