Manovra, Vendola: “Il centrosinistra non deve dividersi”

Nichi Vendola invoca «calma e gesso» di fronte alla «drammatica strettoia» della crisi economico-finanziaria che Europa e Italia (con la manovra varata dal governo Monti) stanno cercando di risolvere. «Non si può pensare di dividere la sinistra. Ho un giudizio più critico del Pd -dice il presidente di Sel in un’intervista all»Unita«, riferendosi alla polemica che si accesa tra Bersani e Di Pietro- rispetto alle scelte di Monti, credo che Bersani dovrebbe avere toni meno ultimativi verso l’Idv, ma a Di Pietro dico: non è giusto accusare il Pd di tradimento o di inciucio». «Dobbiamo fare tutti insieme una grande battaglia per la patrimoniale. A saldi invariati, bisogna battersi per spostare i pesi dai pensionati e dal ceto medio verso i forzieri della ricchezza. Deve prevalere -insiste il governatore pugliese- uno sforzo comune di pressione per guadagnare cambiamenti, discutere della patrimoniale, dell’asta delle frequenze tv, delle spese militari. Se i tre principali sindacati scioperano insieme, i ‘migliorì al governo non sono esentati dal dovere della condivisione». «Altrimenti, se un governo presentabile fa le stesse cose di quello impresentabile, nasce una domanda. Ma la nostra critica al berlusconismo era solo estetica? Io non voglio fare giochi tattici per guadagnare qualcosa sulla pelle del Pd, che ha fatto una scelta difficile. E tuttavia, se tra i democratici non ci fossero così tante voci più realiste del re nei confronti del governo, avremmo più forza per pretendere maggiore equità. Abbiamo tutti il dovere comune -conclude Vendola- di non uccidere l’orizzonte di una alternativa, perchè sarà il centrosinistra a dover completare la de-berlusconizzazione dell’Italia».