Miti e Leggende, live con Terry Bozio

di Rogo SANTINELLI

Nel silenzio quasi totale dei maggiori media locali, (purtroppo questa non è più una novità) e trascurato dai musicisti locali, è passato in sordina il concerto del grande batterista americano Terry Bozio, membro della storica band Mothers of Inventions, gruppo capeggiato dal mai abbastanza rimpianto Frank Zappa. Bozio da solo, sì avete letto bene, da solo con la sua enorme batteria, ha deliziato i non molti presenti (sic!) in una performance di altissima classe e professionalità. È un’impresa difficile pensare che un percussionista suoni per più di un’ ora e mezzo senza l’accompagnamento di alcun accompagnamento e senza annoiare. Bene Terry Bozio è riuscito nell’intento di sbalordire i presenti e coinvolgerli nelle sue evoluzioni batteristiche. La musica ascoltata è stata una miscela formata da prog, jazz, etno, avangard, RIO, lasciando senza fiato gli increduli ascoltatori e toccando vette di assoluto valore e sarebbe riduttivo definire impeccabile l’incredibile performance.

Bozio è riuscito nell’intento di scomporre i movimenti del suo corpo in altrettanti musicisti, al punto di creare la sensazione di ascoltare un insieme di strumenti. che all’unisono suonavano le sue partiture. Impressionante la padronanza del live, dove le dieci casse venivano toccate a due per volta essendo munite di una serie di pedali. Le metriche, una diversa dall’altra, battevano i quarti, gli ottavi, lo Hi-Hat sembrava un metronomo. Non è finita, con i tom diversamente accordati, lo snare, i piatti e quant’altro sviluppavano armonie e melodie che permettevano alle sue mani di eseguire cose inverosimili, una con i sessantaquatresimi e l’altra con i sedicesimi. Praticamente la scomposizione delle parti facevano apparire un banale 4/4 una ritmica veramente tosta. Non vorrei dare un’ esagerata descrizione del concerto, ma ciò a cui si è assistito non era un semplice esercizio, ma la lo sforzo di innumerevoli ore passate all’ostinato studio di uno strumento musicale. Il risultato di questo modo di suonare, non nasce per autocelebrarsi o per portare al limite la tecnica: questa è la nuova arte dei suoni, una nuova frontiera da esplorare, dove il musicista può raggiungere uno nuovo stile compositivo che può competere con l’uso smodato della tecnologia che oggi subiamo nella musica. I pezzi eseguiti fanno parte di vari lavori che Bozio ha stampato su vari CD. Per chi fosse curioso di vedere una sua performance, esiste un video con altri due percussionisti e un bassista del dicembre 2006, intitolato Amsterdam percussion group, live with Terry Bozio, sul sito internet www.terrybozio.com. Agli appassionati di musica ne consiglio la visione esortandoli di lasciarsi andare alla curiosità, mentre dico ai musicisti (il mio non è più un suggerimento, ma un avviso) se volete crescere nella mente e nella tecnica gustatevi il video.