Monti: blindate le misure

ROMA – Punta al sodo, Mario Monti. E per prima cosa si preoccupa di garantire un iter senza intoppi ai provvedimenti che, a breve, sbarcheranno in Parlamento. Il professore rientra da Bruxelles attorno alle 11 e 30. Un passaggio a palazzo Chigi e poi, all’una, si sposta a palazzo Giustiniani. Una colazione di lavoro, di ben due ore, con Gianfranco Fini e Renato Schifani. Il premier si rivolge direttamente ai presidenti di Camera e Senato per chiedere garanzie sull’iter dei provvedimenti. Fare presto, fare bene. Questo il messaggio che il professore consegna a Fini e Schifani. Bypassa i partiti, insomma. Almeno sul metodo. Una ‘cabina di regià, come qualcuno l’ha già ribattezzata, ai massimi livelli, dunque. Il premier, raccontano, vorrebbe un raccordo di questa caratura per marciare spedito sul programma di governo. Con la stessa determinazione Monti va avanti sul dossier sottosegretari. Non si esclude una accelerazione per chiudere già al Cdm di venerdì. Veti dei partiti permettendo. In ogni caso, al massimo nella giornata di lunedì dovrebbero arrivare le nomine. Anche per questo sono attesi, forse già domani pomeriggio al rientro dall’incontro con Angela Merkel e Nicolas Sarkozy, una serie di faccia a faccia con il leader di Pdl, Pd e Terzo polo. Rigorosamente bilaterali. «Questo non è un governo di larghe intese, non c’è una nuova maggioranza e quindi non ci sono vertici di maggioranza», spiega Pier Luigi Bersani. In vista del vertice con Merkel e Sarkozy, Monti in serata è salito al Colle per un colloquio con Giorgio Napolitano.

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