Naufragio Costa Concordia: trovati altri 5 cadaveri

ROMA – Si aggrava il bilancio del naufragio della Costa Concordia, portando di fatto a 11 il numero dei morti. I sommozzatori della Guardia Costiera hanno appena individuato nel relitto della nave Concordia cinque cadaveri. I cinque corpi, secondo quanto si apprende, sono stati trovati nei pressi di un punto di raccolta a poppa della nave. Un punto completamente sommerso vicino a quello dove l’altro ieri erano stati recuperati altri due cadaveri. I cinque corpi indossavano tutti i giubbotti salvagente.

RINTRACCIATO UN TEDESCO Un cittadino tedesco, inizialmente inserito nell’elenco delle 29 persone di cui non si aveva notizia dopo il naufragio della nave Concordia, «è stato rintracciato». Lo rende noto l’unità di crisi presieduta dal prefetto di Grosseto Giuseppe Linardi. Secondo quanto appreso, il tedesco è stato rintracciato attraverso i controlli effettuati dalla compagnia Costa Crociere che sta collaborando attivamente con l’Unità di crisi, fornendo, come già spiegato stamani, «un costante contributo» e proseguendo «nel contatto con i numeri di emergenza forniti dai passeggeri non rintracciati».

SCHETTINO LASCIA IL TRIBUNALE Il comandante della Costa Concordia Francesco Schettino ha lasciato poco dopo le 16.30 il tribunale di Grosseto su un cellulare della polizia penitenziaria per tornare in carcere dove attenderà la decisione del gip che, dopo l’interrogatorio, si è riservato sulla convalida del fermo e della richiesta della misura di custodia cautelare avanzata dalla procura. Dopo l’udienza e prima di lasciare il tribunale il comandante Schettino ha potuto incontrare i familiari, la moglie, il fratello e un cugino che lo hanno atteso fuori dall’aula dei Gip per avvicinarlo e salutarlo. Con loro anche l’avvocato Bruno Leporatti, difensore di Schettino. L’incontro è durato poco meno di mezz’ora. Poi gli agenti penitenziari lo hanno condotto nel garage del tribunale dove lo attendeva il mezzo con cui è stato riaccompagnato al carcere.

PASSERA: «DRAMMATICO ERRORE UMANO» Il naufragio della Costa Concordia è «un caso drammatico clamoroso errore umano o quantomeno di non rispetto di policy e regole». Lo ha detto il ministro dello Sviluppo economico e delle Infrastrutture e Trasporti, Corrado Passera, in audizione del Senato. Il naufragio, ha aggiunto Passera, «è stata la drammatica conseguenza di errori umani inspiegabili e certamente del non rispetto delle regole». «La macchina si è mossa come doveva – ha puntualizzato al termine dell’audizione alla Commissione Lavori Pubblici del Senato -. L’incidente sarà l’occasione per capire se si può fare di più e meglio. Le Capitanerie ci aiuteranno a capirlo».

PM CHIEDE IL CARCERE PER SCHETTINO Il gip di Grosseto Valeria Montesarchio si è riservata di decidere sulla misura della custodia cautelare in carcere a carico del comandante della Costa Concordia Francesco Schettino, chiesta dalla procura.

QUATTRO UOMINI E UNA DONNA 
Sono di quattro uomini e di una donna i cadaveri individuati dai sub della Guardia Costiera poco fa nella nave Concordia. I cinque morti, forse passeggeri, hanno un’età compresa tra i 50 e i 60 anni. Guardia Costiera, Vigili del Fuoco e Marina hanno iniziato il recupero dei corpi.

CLINI: “RISCHI AMBIENTALI” «Bisogna fare in fretta perchè le condizioni meteoclimatiche stanno per cambiare e anche per evitare e per prevenire rischi ambientali, perchè l’eventuale rottura di serbatoi avrebbe effetti difficilmente valutabili». Così il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, nel corso della ‘Telefonata’ di Maurizio Belpietro su Canale 5, riferendosi alla Costa Concordia. «C’è il rischio che la nave vada più in giù e non esistono mezzi meccanici per trattenerla – continua -. Stiamo operando in una situazione veramente al limite».

CARICHE DI ESPLOSIVO È in corso l’esplosione di una serie di microcariche piazzate dagli incursori della Marina sul relitto della Costa Concordia incagliato all’Isola del Giglio. L’area è stata messa in sicurezza e le microcariche sono state fatte brillare: servono ad aprire dei varchi per i sommozzatori che dovranno ispezionare parti della nave finora mai raggiunte dai soccorritori.

DIFFICILE IDENTIFICAZIONE A distanza di un giorno dal ritrovamento sta risultando difficile l’identificazione di cadavere di una vittima ritrovato dai vigili del fuoco dentro il relitto dalla nave Costa Concordia sfracellatasi sugli scogli dell’Isola del Giglio il 13 gennaio. Si tratta di un uomo, un passeggero, rimasto intrappolato nel ponte 2. I carabinieri sperano di risalire all’identità tramite qualche indicazione presente sul giubbotto salvagente da confrontare con i dati della Costa Crociere

DOMANI LE AUTOPSIE  Sono state fissate per domani all’ospedale di Orbetello le autopsie su cinque delle undici vittime del naufragio della Costa Concordia avvenuto davanti all’isola del Giglio. Gli esami saranno compiuti da esperti del dipartimento di medicina legale di Siena.

MEDIA TEDESCHI SULLE TRACCE DEI DISPERSI Rimane in primissimo piano sui telegiornali, sui quotidiani e sui siti di informazione tedeschi la vicenda del naufragio della Costa Concordia, in cui sono coinvolti tra i 12 e 14 dispersi tedeschi. Sulle responsabilità di Francesco Schettino punta la Frankfurter Allgemeine Zeitung: «Sempre più accuse contro il capitano della Costa Concordia», titola il quotidiano. La Sueddeutsche Zeitung (Sz) ricorda invece in prima pagina gli «almeno 12 tedeschi» ancora dispersi (14 stando alla lista attuale dell’Unità di crisi italiana). Per le autorità della Baviera, ha scritto la Sz, molti passeggeri tedeschi avrebbero lasciato l’Italia per conto proprio, senza prima registrarsi. Secondo il quotidiano berlinese Tagesspiegel tra gli scomparsi ci sono una coppia di Berlino con problemi motori, cinque persone del Land dell’Assia, due coppie rispettivamente del Baden-Wuerttemberg e del Nordreno-Vestfalia e una donna bavarese.

ALLARME METEO Le condizioni meteo nella zona dell’ isola del Giglio rimarranno buone fino a giovedì, mentre nei giorni successivi il tempo peggiorerà e arriveranno venti molto forti. Lo afferma Antonio Sanò, meteorologo de ilmeteo.it. «Almeno fino a giovedì mattina il tempo si manterrà buono e il mare poco mosso con venti deboli – spiega l’esperto – mentre da giovedì sera ci sarà un aumento del moto ondoso. Per venerdì è previsto invece mare mosso o molto mosso, con venti da ovest sud-ovest». Le condizioni peggiori per i soccorritori della nave Costa Concordia si avranno però sabato: «Nella serata di venerdì ci sarà un ulteriore peggioramento con forte maestrale che potrà arrivare a 60 chilometri orari, e verrà seguito da tramontana – conferma Sanò – Le temperature saranno stabili, intorno a 3 gradi di minima e 10 di massima, fino a giovedì, mentre venerdì saliranno di qualche grado per poi tornare ad abbassarsi sabato».

IL DISASTRO AMBIENTALE (di Claudio Fabretti) Una bomba ambientale. Le 2.400 tonnellate di carburante contenute nelle cisterne della Costa Concordia minacciano l’intero arcipelago, forse anche la costa. «Dipende da come si muove il mare» ha spiegato il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini. Fino a giovedì-venerdì il moto ondoso nella zona «sarà debole o moderato», fa sapere l’istituto di biometeorologia Ibimet del Cnr. Ma per 36 ore la visibilità non sarà al massimo. Qualche chiazza oleosa è già stata rilevata attorno alla nave, ma si tratterebbe di combustibile «leggero», da attribuire a diesel o ad acque reflue di sentina, in grado di evaporare. Intanto però Clini ha annunciato che il Consiglio dei ministri dichiarerà lo stato di emergenza per l’area interessata al disastro.
Il lavoro dei sommozzatori è stato interrotto in mattinata per il maltempo, ma poi è ripartito. Anche se «la speranza di trovare in vita i dispersi è ormai ridotta al minimo», come ha spiegato il sindaco dell’Isola del Giglio, Sergio Ortelli. Preoccupa anche la posizione della Concordia, che poggia su un fondale basso ma dista solo 20 metri da un gradone profondo 90 metri. Si teme che con la mareggiata la nave possa perdere la stabilità provvisoria che finora ha consentito i soccorsi. E sul numero dei dispersi è giallo. In serata le Capitanerie riferiscono che, secondo la Prefettura di Grosseto, i mancanti all’appello sono 29, 4 membri dell’equipaggio e 25 passeggeri». Tra questi potrebbero esserci 12 tedeschi.
Dall’inchiesta della Capitaneria di porto di Livorno emerge intanto che la manovra di accostamento della Concordia al porto del Giglio non è stata voluta dal comandante Francesco Schettino, ma casuale. I locali motore, infatti, erano invasi dall’acqua e la nave in balia delle correnti. Si indaga anche sul presunto «inchino al Giglio», l’omaggio che il maitre avrebbe concordato con il comandante della nave per salutare l’isola. Le operazioni per evacuare la nave Concordia, inoltre, sarebbero iniziate almeno un quarto d’ora prima della comunicazione di «abbandono nave» data dal comandante. Si sarebbe trattato di una sorta di «ammutinamento» condotto in alcune parti della nave da parte dell’equipaggio.