Nel buio pesto si vede la musica

Esperienza artistico sensoriale in un concerto alla nuova sede Irifor.

Un’esperienza. E che esperienza. La musica, le mille sensazioni che le note, (ma nel caso anche i rumori «studiati», sanno suscitare in chi ascolta. E il buio. Il buio che con un accurato, entusiastico, lavoro di pentagramma si riempie di suoni, energia, curiosità, meraviglia. Aprendo probabilmente un mondo a chi non vede. Epperò schiudendo un mondo di emozioni anche a chi, pur vedendo, ignora. E quanto ignora.  La scommessa messa in campo da un gruppo di musicisti che sanno dosare tecniche musicali e sensibilità sociali, è una bella novità per una città che ha già conosciuto in diverse occasioni l’insegnamento delle «cene al buio». Questa volta si tratta di un «Concerto al buio», organizzato dall’Unione Italiana Ciechi e da Irifor, ospitato questa sera nella nuova sede dell’associazione in via Malvasia 15. Uno spetttacolo inconsueto e stimolante, questo è certo.  Ma anche un’occasione importante per ragionare, nell’intimo e collettivamente, sulla «condizione dei non vedenti e sui limiti e i vincoli che gli organi sensoriali impongono alla natura umana». Questo il senso voluto dai promotori. «L’idea – si legge nella presentazione – è quella di cercare di annullare il senso della vista per accedere a una comprensione dei fenomeni diversa e più profonda, così come espresso chiaramente dal pittore Paul Gauguin, che invitava a chiudere gli occhi per vedere meglio. Quando si parla di buio, in questo caso, non si intende il semplice oscuramento della sala, ma un buio completo, che comporterà lo spegnimento anche della più piccola spia luminosa in platea e di tutti gli accessi oltre a richiedere uno sforzo di buona volontà al pubblico che, per una volta, dovrà rinunciare a cellulari e qualsiasi altro oggetto luminescente». Al concerto – così come accadeva nei vecchi e indimenticabili cineforum – «seguirà dibattito». Un confronto – quanto mai utile – tra pubblico ed esecutori.  Il concerto di questa sera – alle 20.30 – prosegue ed amplia un coraggioso progetto chiamato «Tunnel», dedicato alle Galerie di Piedicastello, che ha regalato a chi fu protagonista di quell’esperienza una serie di ricordi difficilmente dimenticabili. Un modo originale e coraggioso di fare dell’arte, mettendo a frutto notevoli esperienze musicali. Ma più di tutto, un modo di mettere l’arte – nel caso la musica che sosa l’elettronica – al servizio di una causa sociale di sensibilizzazione. Di adesione allo spirito che guida l’associazione dei non vedenti nel rivendicare protagonismo pieno nonostante l’handicap.

Fonte (Trentino)