Obama: “Per cambiare Washington ci vorrà più di un mandato”

Traccia un bilancio dei primi tre anni della sua presidenza, rivendicando i successi ottenuti; respinge le critiche di chi lo accusa di scarsa efficacia in campo economico e di essere «accomodante» in politica estera; punta il dito contro l’ostruzionismo dei Repubblicani. In un’intervista al programma ’60 Minutes’ della Cbs, Barack Obama si difende, sostenendo di non aver fatto «troppe promesse» senza essere in grado di mantenerle e che la visione offerta nel 2008 è qualcosa in cui ha «sempre creduto», ma ammette che per cambiare la cultura politica a Washington, dominata da «interessi particolari», ci vorrà più di un mandato, «probabilmente più di un presidente». Nonostante gli attacchi, l’indice di gradimento al 44 per cento, con il 54 per cento degli americani che, a 11 mesi dalle elezioni politiche, pensano che non meriti di essere riconfermato e solo il 25 per cento di approvazione delle sue politiche in campo economico, Obama, nell’intervista trasmessa ieri, sostiene di non aver mai considerato seriamente l’ipotesi di non ricandidarsi. «Quello che stiamo facendo è veramente importante per un sacco di persone». Gli americani sono «preoccupati per le disuguaglianze», dice Obama, e il suo lavoro è di porvi rimedio. Quanto al resto della sua azione, il bilancio, secondo il presidente, è comunque positivo. «Non solo aver salvato il Paese da una Grande Depressione. Non solo aver salvato l’industria dell’auto -elenca Obama- ma anche aver messo in atto un sistema con il quale stiamo abbassando i costi dell’assistenza sanitaria e con il quale non si finirà più in bancarotta se ci si ammala o se si ammala qualcuno della propria famiglia».