Il programma del governo Monti

Ecco il programma del governo Monti esposto oggi al Senato e che chiederà in serata il voto di fiducia.

PAREGGIO DI BILANCIO. “Il Ddl costituzionale per introdurre il vincolo del pareggio di bilancio per le amministrazioni pubbliche può contribuire a mantenere il pareggio di bilancio programmato per il 2013. Ma affinché sia efficace devono essere chiarite le responsabilità dei diversi livelli di governo”.

RIFORMA FISCALE E ASSISTENZIALE. “Dovranno essere identificati gli interventi volti a colmare un eventuale divario rispetto agli obiettivi nella manovra di bilancio”.

TAGLIO AI COSTI DELLA POLITICA. “Quanti rappresentano le istituzioni ad ogni livello dovranno agire con sobrietà, con attenzione al contenimento dei costi. Avvierò una spending review sul Fondo unico per la Presidenza del Consiglio. Intendo rafforzare questo strumento per l’individuazione di specifici tempi e responsabilità”.

PENSIONI. “Il nostro sistema ha ampie disparità di trattamento fra lavoratori e generazioni con aree ingiustificate di privilegio”.

LOTTA ALL’EVASIONE. “Non solo per aumentare il gettito, ma anche per abbattere le aliquote, anche con il monitoriaggio della ricchezza accumulata. L’evasione continua a essere un fenomeno rilevante. Occorre abbassare la soglia per l’utilizzo del contante, accelerare la condivisione delle informazioni fra le pubbliche amministrazioni”.

ICI. “Intendiamo riesaminare il peso del prelievo sulla ricchezza immobiliare, particolarmente basso in Italia al confronto internazionale, il che rappresenta una anomalia”.

PROVINCE. “Il riordino delle Province può essere disposto con legge ordinaria, la riforma della Costituzione potrà completarne il processo” di cancellazione.

DISMISSIONI. “Il primo elenco sarà completo entro il 30 aprile. In seguito verrà definito un calendario puntuale per i successivi passi del piano di dismissioni”.

FISCO. “La pressione fiscale in Italia è particolarmente forte e la sua composizione può essere modificata per favorire la crescita attraverso una riduzione del peso sul lavoro e le attività produttive e un suo spostamento sui consumi e sulle proprietà. Questo sosterrebbe la crescita senza incidere sul bilancio pubblico”.

INFRASTRUTTURE. “Stiamo valutando l’opportunità di valorizzare capitali privati per la loro realizzazione. Bisogna implementare lo strumento del project financing”.

LAVORO. “Con il consenso delle parti sociali dobbiamo mettere in campo provvedimenti per allontanarci dal mercato duale dove alcuni sono troppo tutelati e svantaggiati. Servono riforme per rendere più equo il sistema e facilitare la ripresa della produttività. Il nuovo ordinamento sarà applicato ai nuovi rapporti di lavoro, mentre non saranno modificati i rapporti di lavoro in essere. Una maggiore mobilità fra imprese e settori è essenziale per colmare il divario fra garanzie e svantaggi”.

WELFARE. “Occorre sostenere le persone senza impiego e facilitarne il reinserimento. C’è la necessità di una riforma sistematica degli ammortizzatori sociali per garantire i lavoratori”.

DONNE. “Bisogna rafforzare il contrasto al lavoro sommerso, assicurando l’ingresso delle donne nella vita lavorativa ma anche civile e sociale del Paese, promuovendo al tempo stesso la natalità. Studieremo anche l’opportunità di creare una tassazione privilegiata per le donne”.

GIOVANI. “E’ questa una delle priorità di azione di questo governo: ciò che restringe le opportunità per i giovani è uno svantaggio per il Paese. Dobbiamo rimuovere i vincoli che non consentono ai giovani di sfruttare le proprie potenzialità. Bisogna valorizzare le capacità individuali e eliminare ogni forma di cooptazione. E per questo la mobilità è la nostra migliore alleata”.

POLITICHE MICROECONOMICHE. L’Italia deve “valorizzazione il capitale umano mirando all’accrescimento dell’istruzione della forza lavoro, con interventi sulle scuole e sulle aree più arretrate. Gli investimenti in infrastrutture, inoltre, sono fattori rilevanti: a questo scopo abbiamo valorizzato nella struttura del Governo le politiche di sviluppo dell’economia reale attribuendo a un unico ministero le competenze dello Sviluppo economico e delle Infrastrutture, allo scopo di sottolineare che pari attenzione va attribuita alla disciplina finanziaria e alla crescita”.

“Occorre inoltre rimuovere o ridurre oneri e rischi delle procedure amministrative, stimolare la concorrenza, intervenire sulle tariffe minime, dare nuovi strumenti all’Autorità garante della concorrenza e del mercato in caso di azioni distorsive, accrescere la concorrenzialità dei servizi pubblici, ridurre i tempi della giustizia civile”. Senza dimenticare “l’azione di contrasto alla criminalità organizzata e alle mafie”.

“Il compito è difficilissimo e i margini sono tanto più ridotti dopo anni di contrapposizioni – ha concluso Monti -. Con scelte e obiettivi di fondo condivisi avremo la possibilità di riscattare il Paese e ricostruire la fiducia nelle sue istituzioni”.