Riccardo Storti: Professore e Gentiluomo

Temi, storie, luoghi e suoni di Roberto Vecchioni

narrati in cento pagine dal saggista genovese

di Donato ZOPPO

Canzoni e passione, letteratura e politica, sentimenti e ragione, sfide e riflessioni. Raccontare la vicenda artistica di Roberto Vecchioni, proprio oggi che festeggia quarant’anni di carriera a partire dalla celebre Luci a San Siro del1971, hasenso solo se si colgono i temi, i simboli, le connessioni e le ambizioni del cantautore. Riccardo Storti riesce in pieno in questa operazione, a maggior ragione laddove la sfida editoriale è la sintesi: Professore e gentiluomo – titolo perfetto per una guida agile e snella ma sostanziosa – è il primo volume della nuova collana dell’editore Aereostella che punta a presentare gli artisti in sole cento pagine. Di fronte a una proposta del genere anche un saggista navigato e colto come Storti avrà avuto un momento di smarrimento, subito superato grazie a una chiave di lettura efficace e coinvolgente. L’autore infatti ha individuato gli assi portanti della scrittura vecchioniana illustrandoli di disco in disco, dall’ormai storico Parabola, atto di nascita della discografia del professore, fino al recente exploit sanremese di Chiamami ancora amore. Cosa accomuna questi album? Che cosa rende omogenei – figli di una penna talvolta poco ispirata ma sempre riconoscibile – dischi dalla vena folk-rock all’americana come Elisir e album controversi come Camper, quello di Voglio una donna? È lo stesso Vecchioni quello del boom di Samarcanda e quello ironico del Rotary Club of Malindi? Storti risponde a queste domande cogliendo rapidamente – e non superficialmente – i punti di congiunzione tra le diverse stagioni, gli snodi e le fasi più pensose di Vecchioni, quelle in cui l’assenza di leggerezza non equivale a verbosità o seriosità ma a slancio appassionato. All’analisi di ogni singolo album aggiunge note storiche, culturali e di costume, contestualizzando ogni uscita in un preciso interstizio della nostra storia, la storia di una nazione che Vecchioni ha saputo raccontare osservando santi e peccatori, eroi e uomini comuni, sognatori, lanciatori di coltelli e bandoleri stanchi.