Rivolta in Egitto: ancora morti. Si usa gas nervino

IL CAIRO – Si preannuncia come una lunga notte carica di tensione quella che aspetta le migliaia di manifestanti egiziani che si sono nuovamente raccolti a piazza Tahrir, dopo una nuova giornata di scontri, la quinta, che hanno fatto al Cairo almeno quattro vittime. Altre quattro nel resto del paese. Sul terreno è continuato per tutto il giorno l’estenuante braccio di ferro fra manifestanti e forze dell’ordine per controllare la strada adiacente al ministero dell’Interno, in un fitto lancio di lacrimogeni che ha provocato l’intossicazione di centinaia di persone e che ha visto manifestanti e forze dell’ordine fronteggiarsi per ore. Continui gli appelli su Twitter a portare maschere antigas, medicinali, bombole d’ossigeno per rifornire gli improvvisati ospedali da campo allestiti in tutta fretta nella grande piazza simbolo della fine del regime di Hosni Mubarak, per dare assistenza agli intossicati da gas lacrimogeni. In serata la piazza si è nuovamente riempita di dimostranti, che hanno continuato a scandire lo slogan «Abbasso il maresciallo Tantawì, capo capo del consiglio militare che la protesta vuole mandare via per sostituirlo con un governo di unità nazionale transitorio. Mentre i manifestanti non cedono, la politica tace. Dalle dimissioni del governo di Essam Sharaf lunedì sera ancora nessuna decisione è stata presa per sostituirlo con un esecutivo ad interim che traghetti il paese fino alla fine della lunga tornata elettorale, il cui avvio è, al momento, confermato per lunedì prossimo. Uno dei possibili candidati ad assumere l’incarico di premier in questa fase di emergenza, l’ex capo dell’Agenzia atomica internazionale Mohamed el Baradei ha lanciato una dura denuncia su Twitter, affermando che »è in corso un massacro«, perchè le forze dell’ordine stanno usando »gas lacrimogeni con agente nervino e munizioni vere«.