Rovereto e la rivoluzione futurista

Riflessioni e note

di Mario COSSALI

Rovereto ha veramente in questo tempo una grande possibilità davanti a sé: diventare punto di riferimento internazionale del futurismo e centro di ricerca e di studio sulle avanguardie artistiche del ’900 italiano.

L’inaugurazione del rinnovato Museo Depero nel centro storico cittadino accanto alla presenza e all’attività del Mart (bella e grande, seppur discutibile per certi aspetti metodologici, la mostra sul futurismo italo russo tedesco curata da Ester Coen) è l’occasione propizia per rinnovare e implementare un’azione di lunga lena, sia sulla figura di Fortunato Depero sia in generale sul movimento futurista, con particolare e gelosa predilezione per l’artista roveretano e per le sue caratteristiche creative uniche dal punto di vista immaginativo e dal punto di vista rappresentativo.

Fortunato Depero si distinse allora e si distingue oggi dagli altri futuristi e dalle avanguardie pittoriche del ’900 per la sua. carica ludica, per la sua capacità di usare tutte le tecniche disponibili e per la sua tensione a “vestire” con l’arte ogni momento della vita quotidiana.

Ma Fortunato Depero è stato anche un grande narratore dell’identità e del mito delle genti trentine, delle nostre valli e della nostra storia. Sa ancora parlare a tutti e sa coinvolgere ogni sguardo nella sua narrazione pittorica, scenica, teatrale.

In generale comunque possiamo ben dire che il futurismo fu l’unica avanguardia artistica italiana del novecento, ma ancor di più probabilmente la più radicale tra tutte le avanguardie a livello europeo, al di là di tutti i suoi manifesti politici e grazie invece anche a tutti i suoi manifesti artistici ed estetici, tra i quali brilla proprio quello firmato da Balla e Depero “per una ricostruzione futurista dell’universo”.

…Noi futuristi, Balla e Depero, vogliamo realizzare questa fusione totale per ricostruire l’universo rallegrandolo, cioè ricreandolo integralmente. Daremo scheletro e carne all’invisibile, all’impalpabile, all’imponderabile, all’impercettibile. Troveremo degli equivalenti astratti di tutte le forme e di tutti gli elementi dell’universo, poi li combineremo insieme, secondo i capricci della nostra ispirazione, per formare dei complessi plastici che metteremo in moto… Ogni azione che si sviluppa nello spazio, ogni emozione vissuta, sarà per noi intuizione di una scoperta…

Il futurismo investe tutti gli aspetti della creatività, tutte le arti, quelle vecchie e quelle nuove, come la fotografia e il cinema, coinvolge nella dimensione estetica ogni aspetto dell’esistenza individuale e collettiva.

Del futurismo sono debitori il teatro, la danza, il design e l’arredamento, la moda e la pubblicità. Fu senza alcun dubbio un’arte rivoluzionaria, nonostante si prestasse a strumentalizzazioni belliciste, fu ammirata da Majakovskij e dai russi in rivolta come fu utilizzata dal fascismo della prima ora, ma al di là delle tumultuose temperie storiche, segnò una rottura linguistica e concettuale dalla quale successivamente tutte le ricerche artistiche d’avanguardia dovettero tener conto e non poco.