Runaway Totem: Nemo profeta in patria

di Nazzareno NEGLIOBUTTI

Ancora una volta e con gran rammarico, colpisce il totale disinteresse della stampa locale all’uscita dell’ultimo CD dei Runaway Totem dal titolo “Esameron”. E’ incredibile come questa band, che insieme all’Universal Totem Orchestra e agli ex Men of lake, gruppi musicali del Trentino Alto Adige molto apprezzati in ambito nazionale e fuori, siano volutamente ignorati dai media regionali. E’bene ricordare che i Runaway Totem sono alla loro sesta incisione discografica (avete letto bene). Il duo Cahal De Betel, all’anagrafe Roberto Gottardi (voce, chitarra e tastiere) e Tipheret (Germano Morghen, batteria e tastiere), con il nuovo ciclo “4 Elementi 5” incidono un disco dopo aver ideato e maturato un lungo processo di meditazione e raffinamento. L’impressione è che dal percorso musicale iniziale siano state eliminate tutte le “scorie” rock, jazz, progressive. “Esameron” è il primo movimento del nuovo ciclo “4 Elementi 5” e segue la trilogia dei “Cicli cosmici” che si conclude con l’imperioso “Pleroma”. Tutto il percorso sonoro appare il frutto di un’identità musicale che ragiona per progetti e concept. In particolare il nuovo corso coincide con l’abbandono da parte dei Runaway Totem della casa discografica francese Musea e la creazione di una struttura propria e indipendente. Le impressioni del critico musicale Donato Zoppo, alfiere della rivista musicale “movimenti prog”, sembra confermare quanto affermato fin qui sull’ultima fatica discografica “Esameron”. Dice Zoppo : Opera esoterica per eccellenza, “Esameron” si ispira al sapere iniziatico dei numeri e al principio del quaternario (Tetraktis Mistica), e in quattro lunghe suite recupera suoni assimilabili all’estetica rock, anche se la titanica “0 Infinito 1” è in parte legata al precedente album, dal profilo dark/barocco. Le turbolente “De Cause Prime” – un brano di altissimo livello per tensione, stacchi e inserti – e “Lux” sono tra i brani più notevoli ascoltati da formazioni italiana negli ultimi tempi: un ottimo sinfonismo rock moderno, come ci ha mostrato recentemente Tony Carnevale, tra cori solenni, incisivi segmenti frippiani, e in generale riferimenti ai grandi maestri del ‘900 (Stravinskij, Bartok) e a numi tutelari del prog come King Crimson, Magma e Banco del Mutuo Soccorso, con interessanti parentele con formazioni tipo Univers Zero e Thinking Plague. Anche una durata più breve (“Ombra alata”) consente al duo di spaziare tra diverse aree musicali, per accentuare la “schizofrenia” del brano, più spigoloso e convulso, ispirato alla Dualità.Nel ripercorrere i cicli della creazione e dell’emanazionismo con sonorità progressive-cameristiche moderne e colte, dal forte senso delle dinamiche e dell’imprevisto, i due trentini si confermano autori di un progetto unico al mondo. Questo nuovo inizio presenta un flusso creativo che scorre libero e senza ostacoli. Un’opera da ascoltare, riascoltare, approfondire e studiare. Bentornati Runaway Totem.