Spari al campus Virginia Tech, due morti: uno è l’attentatore

DIRETTA TV DAL CAMPUS DELLA VIRGINIA TECH

 

AGGIORNAMENTO: Alle 22.35, ora italiana, su Twitter è apparso l’annuncio secondo il quale “non c’è più alcun pericolo per la sicurezza”. Secondo le forze di sicurezza, la seconda vittima sarebbe l’attentatore. Al momento non ci sono certezze, anche perché non si è ancora risaliti all’identità dell’uomo, ma sembra che la situazione si sia risolta.

È caccia al killer al Virginia Tech, teatro quattro anni fa di una strage causata da uno studente di origini sudcoreane che uccise 32 persone e ne ferì 20 prima di togliersi la vita. Un uomo di razza bianca, vestito con una felpa marrone e pantaloni grigi, ha esploso alcuni colpi di pistola uccidendo un poliziotto e una seconda persona all’interno di un parcheggio. Torna quindi il terrore nel campus americano dopo il dramma del 2007.

La polizia ferma un sospetto. Ma la caccia al killer continua 
Gli agenti stanno cercando il responsabile. Contrariamente a quanto annunciato in un primo momento dal Collegiate Times, il giornale del Virginia Tech, il killer non è stato infatti ancora catturato. Il giornale del campus aveva diffuso la notizia che un uomo era stato fermato sugli scalini dell’edificio di College Avenue dove ha sede l’istituto d’arte. Dopo essere stato identificato, però, l’uomo è stato rilasciato, ha precisato sempre via Twitter il quotidiano dell’ateneo. Il Collegiate Times ha chiesto su Twitter agli studenti di inviare eventuali aggiornamenti.

Su Twitter l’allerta dell’ateneo 

Anche l’ateneo ha fatto ricorso a Internet per informare fin dall’inizio gli occupanti del campus su quanto stava avvenendo. Non appena è scattato l’allarme, infatti, sul sito web dell’università e sul profilo Twitter, è apparso un breve messaggio. «Il sospettato rimane alla larga. Un poliziotto è stato colpito e c’è una potenziale seconda vittima». Agli studenti, poi, è stato raccomandato «di rimanere all’interno e di trovare un posto sicuro».

Rabbia e paura tra gli studenti
Sempre su Twitter, poi, pochi minuti dopo la notizia della sparatoria, sono scoppiati la rabbia, il dolore e la paura. «Oh no, non ancora», «Prego per i miei amici, non è possibile accada di nuovo». Sono solo alcuni delle centinaia di messaggi che hanno invaso il sito di microblogging, da parte di ex studenti o amici che vivono in questi momenti lo stesso incubo del 2007.

Sicurezza di nuovo sotto accusa 
Con la sparatoria si è riaperta anche la polemica sulla sicurezza dell’ateneo. Secondo molti siti web Usa, a partire dal Washington Post, gli standard di sicurezza non sarebbero cambiati dopo la strage del 2007. Nel mirino è finito il capo della polizia dell’università, Wendell Flinchum. L’inchiesta all’epoca aveva evidenziato ritardi nel lanciare l’allarme. Dopo la strage del 2007, l’istituto era stato condannato a pagare una multa di 55mila dollari per le falle nella sicurezza. La sanzione pecuniaria era stata inflitta dal ministero dell’Istruzione e contro la decisione l’ateneo aveva presentato ricorso. Secondo il ministero l’università aveva violato la legge aspettando oltre due ore prima di dare l’allarme con una mail, peraltro giudicata «troppo vaga», dopo le prime due vittime nel massacro del 2007. In quel lasso di tempo l’autore della strage aveva chiuso con una catena l’ingresso di uno degli edifici rendendo impossibile la fuga di molti studenti.


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