Strage di Firenze: il killer sul web è un eroe

 C’è chi propone di dargli una medaglia e chi di intitolargli una strada. Sul web Gianluca Casseri, l’uomo che martedì ha ucciso due senegalesi, Samb Modou e Diop Mor, e ne ha feriti tre, per qualcuno è un eroe così come, solo pochi mesi fa, successe per il mostro di Oslo Anders Breivik che nel luglio scorso uccise 77 persone. La procura fiorentina contro gli autori di questi e di altri messaggi ha deciso di aprire un fascicolo ipotizzando l’accusa di ‘apologia di reato’. Ad annunciare la nuova inchiesta, in qualche modo collegata all’agguato di martedì scorso nei due mercati fiorentini, è il procuratore capo Giuseppe Quattrocchi: «abbiamo aperto un fascicolo d’urgenza – spiega – per identificare gli autori di questi messaggi». Il procuratore ha affidato alla polizia postale e alla digos le indagini sui messaggi apparsi sul web che inneggiano a Gianluca Casseri. Martedì scorso messaggi tipo ‘Santo subito’ o ‘Casseri uno di noi’, circolavano sul web già dopo pochi minuti che il nome di Casseri, appena suicidatosi nel parcheggio del mercato di San Lorenzo, era stato reso noto. I primi sono apparsi su siti collegati all’estrema destra, noti come fiancheggiatori di chi non nasconde la propria follia richiamando a quella criminale nazifascista che ha seminato odio nel secolo scorso. Siti che, talvolta, fin dalla home page farcita di croci celtiche o di altri simboli simili, lasciano poco all’immaginazione. Ma c’è anche chi ha approfittato di Facebook o degli stessi siti dei quotidiani per inneggiare a Casseri. Sul social network sono state create, tutte in modo anonimo, pagine con la foto del killer e frasi che inneggiano a lui. Profili che, per la verità, nei primi momenti hanno raccolto numerose adesioni la maggioranza delle quali, però, cancellate tra ieri e oggi. «Casseri eroe bianco vittima di un complotto volto a nascondere la verità, e cioè che Firenze è ormai contesa tra bande di sporchi negri criminali» è uno dei messaggi apparsi sul sito di un quotidiano, e che proseguiva invitando a fare ‘pulizià, sul quale certamente metteranno gli occhi gli specialisti della polizia postale e della digos. L’apologia di reato è l’ultimo comma dell’articolo 414 del codice penale, ed è punibile anche con una pena da 1 a 5 anni se viene collegata all’istigazione a delinquere o a commettere un reato, soprattutto se legato al razzismo.