Un tipografo per amico. Amore e inchiostro

di Francesca GRISPELLO

Che fortuna conoscere in un colpo solo due persone speciali e un libro molto affascinante. Chi ama la carta stampata non può rimanere indifferente di fronte ad un torchio, agli inchiostri, alla carta. Una limpida e gelida sera ho scoperto – complice il mio compagno di avventura – una realtà preziosa e vivace in quel di Campobasso. Conoscere gli editori e tipografi Giovanna Colitti e Gino Palladino significa conoscere due piccole potenze della natura: instancabili, entusiasti e innamorati del loro mestiere. Li ho ammirati immediatamente per la passione con cui mi hanno mostrato i famosi caratteri mobili – quasi piangevo – la sala conferenze, l’atelier da poco inaugurato, le produzioni nuove e i progetti di cui essere orgogliosi. Dopo tanta meraviglia, un sorridente e trionfante Gino mi appare con un volumetto, il secondo volume della collana DAT (Documenti d’Arte Tipografica) il quale celebra due scritti del compianto Franco Riva: Il mio dimestico torchio e Stampare di domenica a cura di Massimo Gatta. Commossa da questo dono scopro che il veronese Franco Riva (1922 – 1981) è stato un bibliotecario convinto, filologo, amante della poesia, tipografo dilettante – nel senso di diletto – uomo libero che con un torchio domestico ha prodotto dal 1954 al 1981 circa 100 raffinatissimi e rari libri.

Come sempre accade solo gli uomini nobili di animo e malinconici di spirito amano sporcarsi di inchiostro e vivere in modo pieno la parola e il suo segno.

Lo stesso Riva scrive ne Il mio dimestico torchio: “Oh, non dirò che la moderna stampa meccanica non dia ottimi risultati, ma il fatto è che il libro migliore uscito meccanicamente non raggiungerà mai la bellezza di un altro uscito da un torchio”. Mentre nello Stampare di domenica: “voglio dire che inseguendo, come i domenicali tipografi inseguono, questo ricupero di originaria bellezza tipografica, senza l’assillo dei tempi e di costi, non solo deliziano la rara schiera degli amatori, ma sovente propongono esperienze, risultati di quel magistero tipografico che le esigenze nuove, i consumi nuovi sono portati altrettanto sovente ad ignorare”.

Queste mie poche righe per ringraziare Palladino Editore per questo corposo volumetto e invitare i lettori a scoprire questa straordinaria figura.