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Totemblueart VS Laurina Paperina

Intervista a Laurina Paperina di Jacopo G. Romani

 

QUANDO HAI CAPITO CHE VOLEVI DIVENTARE UN ARTISTA?

Probabilmente fin da piccola: ricordo che disegnavo in continuazione, inventavo strane storie e costruivo personaggi alquanto mostruosi; poi ho deciso di fare l’Istituto d’arte e questo mi ha aiutato tanto, soprattutto mi ha fatto pensare a un mio futuro nel campo artistico e di conseguenza mi sono inscritta all’accademia di belle arti: da quel momento ho capito che l’artista sarebbe stato quello che volevo fare da grande.

QUAL’È STATA LA PRIMA OPERA D’ARTE CHE HAI VISTO?

Non ricordo. Forse un dipinto impressionista, ma non ne sono sicura.

COSA FAI PRIMA DI INIZIARE UNA NUOVA OPERA?

Non ho un vero e proprio metodo di lavoro.

Di solito lavoro di notte, quindi prima mi guardo un film, ascolto musica, o navigo in rete: poi appena arriva l’idea giusta inizio a concretizzarla.

PENSI SPESSO AD UNA POSSIBILE NUOVA OPERA?

Ci penso sempre, in continuazione. Io ho un “Project Book”, nel quale scrivo e disegno tutto quello che mi viene in mente. E’ importante per me progettare sempre perchè è un modo per andare avanti, per far evolvere il mio lavoro.

Non importa se sono in treno, all’estero o alla sagra di paese, le idee mi vengono all’improvviso, indipendentemente dal luogo in cui mi trovo.

C’È UN TUO LAVORO CHE PREFERISCI O SONO TUTTI UGUALI?

Certamente ho i miei preferiti, quelli che sento di più, quelli che penso riusciti più di altri. Ad esempio sono orgogliosa del lavoro che avevo presentato alla mostra Departures alla Galleria Civica di arte contemporanea di Trento, un’installazione composta da 909 disegni.

Ora sto lavorando in parallelo a due lavori intitolati “How To Kill The Artists” (nel quale uccido gli artisti famosi attraverso le loro opere) e “Braindead” (dove analizzo i cervelli delle celebrità, come ad esempio il Papa, Spiderman, Homer Simpson, Britney Spears, Bush, Bin Laden, Michael Jackson, Paris Hilto, i Puffi e moltissimi altri).

QUANDO FINISCI UN’OPERA IMPORTANTE COSA FAI?

Dipende dall’opera. Ho momenti che lavoro 20 ore al giorno, altri in cui cerco di “staccare la spina” e quindi mi rilasso e faccio tutt’altro per giorni. Le opere che mi impegnano di più sono le installazioni e le video-animazioni: in media, per finire un mio cartoon, impiego un mese perchè è formato da centinaia di disegni e la realizzazione non è proprio semplice.

TI CAPITA DI CONFRONTARTI CON IL LAVORO DEGLI ALTRI?

Il confronto con le opere altrui è sempre importante, perchè è indispensabile per un artista sapere come l’arte si stia trasformando gradualmente. Io seguo e ammiro tantissimi artisti, cerco di essere sempre aggiornata sulle cose che fanno.

C’E’ UN’OPERA D’ARTE CHE TI HA ISPIRATO, A TAL PUNTO, DA DOVER RIMPIANGERE DI NON AVERLA REALIZZATA TU?

Tantissime! Troppe da dover citare! Faccio prima a elencare gli artisti che ammiro: Barry McGee, Ed Templeton, David Shrigley, David Lynch, Yoshimoto Nara, Maurizio Cattelan, Banksy, Takashi Murakami, Os Gemeos, Keith Haring e moltissimi altri…

FINALMENTE ARRIVA MANIFESTA7!

La scelta di ospitare Manifesta nella nostra regione, a molti potrebbe sembrare una scelta ardita ma sicuramente il Trentino ha molti punti a suo favore, in primis la posizione geografica favorevole: la sua vicinanza al confine con Austria, Svizzera e Germania, accorcia le distanze tra Europa e Italia aprendo quindi la manifestazione ad un pubblico intenazionale.

In questo momento il Trentino è un terreno artisticamente fertile e penso che questa biennale europea di arte contemporanea sia in grado di portare un flusso di nuove idee e progetti, un’ulteriore beneficio ad una situazione già avviata nella diffusione dell’arte contemporanea; anche gli eventi e le mostre collaterali a Manifesta avranno sicuramente l’opportunità di essere visti da un vasto pubblico e di conseguenza essere un buon trampolino di lancio per i giovani artisti della regione, che stanno tentando di emergere.

NELL’ARTE E SOPRATTUTTO NELL’ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA A VOLTE SI SENTE DIRE: “ERO CAPACE ANCH’IO”!

Quante volte ho sentito dire questa frase…

Ma è il bello dell’arte, purtroppo non tutti la possono comprendere, conosecere. Quindi non mi sorprendo più sentendo frasi del genere. Io penso che tutti possono imparare le tecniche artistiche e quindi essere pittori. Ma essere artista è un’altra cosa, purtoppo non lo si può diventare da un giorno all’altro.

L’ARTE E’ IN CONTINUA EVOLUZIONE!

Molto spesso sento dire che ormai in Arte è già stato fatto tutto. Ma io sono contraria a questa affermazione. L’Arte è lo specchio del nostro tempo, quindi come il mondo è in continua evoluzione anche l’arte fa lo stesso.

Lo stesso faccio io, il mio lavoro è una mia personale visione/riflessione sul nostro tempo e sulle cose che ho vissuto e vivo tutt’ora.