In varia misura – Il Cosmo dei poeti

di Eros OLIVOTTO

Venerdì 18 novembre alle 17.30, presso il “Centro Rosmini” di Trento, Renzo Francescotti, autore della nota critica che accompagna il volume, ha presentato “Voci d’amore da una locanda”, la seconda raccolta poetica dell’autrice trentina Clara Kaisermann. Edito da “Curcu e Genovese”, il libro rappresenta una lieta sorpresa, poiché nei versi della Kaisermann è insita una nota di leggerezza, il senso lieve di un movimento che nel suo continuo superarsi trova il proprio modo di essere, di accadere. Nasce così una poesia fondata sulla descrittività, elemento che ne denota la matrice di stampo classico, in grado di trasformare il linguaggio in un’infinita possibilità di accesso al senso profondo, segreto delle cose. Il ritmo incalzante, per così dire senza interruzione, è la nitida espressione di un dettato anch’esso profondo, a tratti arcano, capace di creare tutta la suggestione di una poesia in negativo, che afferma attraverso l’assenza e fa del desiderio il fulcro di un universo sentimentale dominato dalla nostalgia. “Bussa ai miei occhi ogni giorno l’alba/e mi reclama/ così anche senza consenso io devo andare”(p. 17). “Tu mi porgi l’accappatoio bianco/come un senso di vergogna mi chiude la bocca”(p.24). “Sento la gratitudine/come una trappola”(p.35). “Nel pozzo nero del petto/ristagna l’acqua dell’assenza”(p.39). “All’ingresso mi hanno dato/un biglietto ridotto/di intero non avrò mai nulla”(p.58). Versi pregnanti quelli di Clara, quasi un canzoniere d’amore, giustificato da un “Tu” che affiora in continuazione come l’elemento di una drammatica identità. “Solo io conosco i tuoi colori/l’arcobaleno che nasce/dalla rugiada della tua bocca”(p.15). “I miei sogni/indugiano su di te”(p.19). “È straripante il capriccio/di mangiare le tue labbra per colazione”(p.21). Anche quando l’amore è presente, soltanto il suo racconto riesce a trasformarlo in qualche cosa di più grande, qualcosa che, in varia misura, riguarda tutti, è di tutti. “Vanno le ragazze dentro i viali/sono canzoni le loro chiome/ansiose di baci/È la stagione in cui sono più audaci”(p.43). Un sentimento di gratitudine ci lega a questo libro, alla lettura di questi versi, dovuto al riconoscimento del possente lavoro che l’autrice ha operato su se stessa per avvicinarsi a un linguaggio che trova nella propria essenzialità la forma espressiva capace di raccontare la dimensione affettiva e sentimentale in cui Clara Kaisermann si muove, cui abitualmente si riferisce.