Andate a sinistra, Parola di Bonifacio VIII
ott 31st, 2009 | By totemblueart | Category: Curiosità, StoriaVe l’immaginate Pio XII che invita i credenti ad andare a sinistra? Difficile. Più facile invece è immaginare un simile invito, e scritto per giunta, rivolto ai pellegrini di tutta Europa da Bonifacio VIII che non aveva da misurarsi con Giuseppe Stalin detto Baffone, ma semplicemente con quel disgraziato di Dante Alighieri che provava a convincerlo a starsene al suo posto di pastore di anime. Se poi quell’invito riguarda solo la posizione da tenere sulle strade, davvero è tutto più facile. Vi siete mai chiesti perché nell’Europa continentale le macchine tengono la destra mentre in Gran Bretagna si sta sulla sinistra? E che c’entra papa Bonifacio? Andiamo con ordine.
La pratica di far andare i cocchi avendo le strutture murarie sulla sinistra si perde nel passato della Roma repubblicana quando il controllo e la difesa degli edifici pubblici o dei templi richiedevano il massimo di libertà di movimenti, in caso di necessità, per la mano destra che impugnava la spada (il gladio) o la lancia. Dunque fu un elemento, per così dire, militare a determinare la consuetudine, trasferìtasi poi sui carri civili, di stare sulla sinistra. Un modo di stare sulla strada che arriva fino al Medioevo anche se sulle strade si accalcavano carri, cavalli, animali di ogni genere e persone in un gran caos forse per noi difficilmente immaginabile. Dunque una situazione di grande pericolosità, specie per chi andava a piedi, anche se prevalentemente i carri si tenevano sulla sinistra. Questa consuetudine fu, però, ufficializzata solo nel 1300 da Bonifacio VIII che, in occasione del Giubileo di quell’anno, invitò i pellegrini a raggiungere Roma tenendo il lato sinistro della strada. Un tentativo di mettere ordine per evitare incidenti mortali di ogni tipo, specie a spese di chi andava a piedi. D’altra parte gli incidenti dovuti al passaggio dei carri erano numerosissimi anche nelle città, specie dopo l’anno Mille, quando queste cominciarono a ripopolarsi, determinando una serie di problemi anche di… traffico. E non pochi furono i Comuni che intervennero sul movimento, in ambito urbano, dei carri e delle carrozze, con un’attenzione particolare per queste ultime, notevolmente pericolose in città perché più veloci dei carri. Ma il problema posto dalle carrozze non era solo questo. Le cronache cittadine del mondo comunale successivo all’anno Mille segnalano, diciamo così, un problema ulteriore di sicurezza quando narrano dell’obbligo, per le carrozze, di tenere la sinistra perché lo staffile lungo, spesso, finiva sulla faccia di chi si trovava sui balconi delle case sulla destra o perché non si contavano gli oggetti che lo stesso staffile tirava giù dalle facciate degli edifici di destra andando a colpire, e spesso uccidendo, chi, in quel momento, si trovava a passare.
Dunque, stare rigorosamente a sinistra voleva dire salvaguardare la… salute pubblica.
Inutile dire che quelli che andavano a piedi, in particolare i poveracci e in generale chi non poteva permettersi la carrozza, erano costretti nelle città a camminare tenendo la destra per non farsi travolgere da dietro. Dunque,a sinistra i ricchi, a destra i poveri e i non-ricchi: più che una indicazione di appartenenza di classe questa posizione sulla strada nel corso dei secoli divenne un simbolo al punto che, nel pieno del processo rivoluzionario in Francia, come tutti i simboli dell’Ancién Regime, fu travolto. Massimiliano Robespierre, nel 1793, in segno di sfida alla Chiesa e all’aristocrazia emanò un decreto che faceva obbligo di guidare a destra. Insomma, era tempo di dire basta ai privilegi di classe, compreso… lo stare a sinistra. Il fatto poi che a pensarla allo stesso modo fosse Napoleone Bonaparte ebbe come conseguenza che in tutti i Paesi da lui conquistati fu imposta la stessa regola. D’altra parte Napoleone non nascose mai la volontà di togliere di mezzo, ovunque passasse, i privilegi feudali e i simboli che li accompagnavano. Basta pensare alla questione dei cimiteri dove un Editto specifico prevedeva croci di eguale grandezza per aristocratici e poveracci. Ma Napoleone non riuscì, nonostante l’avesse spesso pensato, nella conquista della Gran Bretagna che, perciò, mantenne la guida delle carrozze a sinistra. E lo stesso accadde in Svezia e Danimarca, Paesi non toccati da Napoleone dove guidare a sinistra rimase regola come ai tempi dei romani.
Quando alla fine dell’Ottocento cominciarono a comparire le prime carrozze senza cavalli, le automobili, per ciò che riguarda la mano da tenere, tutto era già definito e ovvio… In Inghilterra a sinistra… nel resto d’Europa a destra… nei Paesi dell’Impero inglese a sinistra… nei Paesi francofoni a destra. E gli Stati Uniti? Non erano forse una colonia inglese? Giusto. Ma se per un attimo si pensa che sono nati da una rivoluzione contro la cosidetta madrepatria in nome dei principi di eguaglianza dell’Illuminismo è facile capire quale mano devono tenere, oggi, negli USA, le automobili.
Con qualche eccezione, dunque, scavando nella storia delle lotte di classe, si può rispondere correttamente anche a domande sul… traffico. Basta provare.
Come si guida in India? Come si guida in Pakistan? Come si guida in Viet-nam? Come si guida in America latina? La risposta è facile, non vi pare?
Antonio Mura


