Monna Lisa, ma cosa vuoi dirci?
ago 8th, 2009 | By totemblueart | Category: Arte, Arte e NeuroscienzeLe sue labbra sembrano essere sfiorate da un sorriso. Un sorriso ambiguo, misterioso, enigmatico. Sembra che il suo volto sia una moltitudine di espressioni contemporaneamente.
Fra le varie descizioni date da esperti, saggisti e poeti, lo storico Ernsr Gombrich, uno dei massimi studiosi e divulgatori di arte del secolo, riteneva che non si è mai sicuri dello stato d’animo con cui la Monna Lisa ci guarda.
La rivista Science, quattro anni fa, pubblicò un lavoro di Margaret Livingson, neurobiologa alla Harvard Medical School, la quale propose una nuova spiegazione oltre a quella data generalmente secondo la quale l’ambiguità espressiva della Monna Lisa sia dovuta alla tecnica dello sfumato negli angoli degli occhi e della bocca dando l’aria di mistero. L’ambiguità creata da quest’opera sarebbe basata sulle differenze nella percezione della “ frequenza spaziale” all’interno dei nostri occhi, ovvero si tratterebbe di una vera e propria misura di quanto è dettagliata un’immagine.
Prendendo come esempio uno schermo, più pixel ci sono a formare un immagine, tanto più l’immagine appare dettagliata, ovvero più elevata sarà la frequenza spaziale. Utilizzando quindi la visione centrale, puntando cioè direttamente l’oggetto, si apprezzano maggiormente le immagini nitide (frequenze elevate), mentre la visione periferica è più adatta a percepire i contorni sfumati.
Premesso ciò, secondo Livingston, non guardando direttamente la bocca della Monna Lisa, viene percepita la sua parte allegra che è nascosta nelle basse frequenze e cioè nello sfumato delle labbra; guardando invece direttamente le labbra, e quindi focalizzare direttamente gli occhi su di esse, queste ci danno l’impressione che l’espressione cambi.
Il problema che non permette di ritenere definitiva questa spiegazione stà nel fatto che ancora è chiaro quali siano i tratti del volto umano che esprimo i sentimenti; quali sono cioè gli elementi nel volto di una persona che veicolano le emozioni e le esternano?
In un recente studio effettuato da due neuroscienziati, Leonid Kobntsevich e Christopher Tyler viene indagato se siano gli occhi o le labbra della Monna Lisa a comunicare la tristezza e la gioia. I risultati misero in luce che gli occhi non veicolano emozioni di tristezza o felicità, ma intensificano soltanto il tono espresso dalle labbra. Secondo i ricercatori è quindi la bocca lo “specchio dell’anima”; “noi proiettiamo sugli occhi l’effetto indotto dalla configurazione delle labbra”(Per i dettagli dello studio si riporta il lettore alle indicazioni di fine articolo).
Secondo Maria Teresa Cattaneo, psicologa all’Università di Milano e studiosa delle espressioni facciali, critica le affermazioni dei due neuroscienziati, puntualizzando che altri esperimenti suggeriscono che gli osservatori guardano sempre il tutto e non un solo particolare e il cervello percepisce lo schema intero del viso, non una parte. Questa critica viene ribattuta dagli stessi osservando che “le precedenti teorie, comprese quelle della Livingstone” non sono supportate da prove decisive e soprattutto non chiariscono le relazioni esistenti tra gli occhi e la bocca.
Come Leonardo sia stato in grado di produrre un’opera così sublime, in grado di movimentare neurobiologi, psicologi e neuroscienziati, è un vero mistero. La cosa certa è che ancora una volta, oltre all’ enorme regalo che Da Vinci ha fatto a intere generazioni, la sperimentazione artistica si è rivelata di grande aiuto per la comprensione dei meccanismi neuronali della visione, della percezione, delle emozioni e di tutto quell’ insieme di processi più complesso dell’intero Universo che a differenza di quest’ultimo, non sta sopra la nostra testra, ma semplicemente dentro.
Romani Jacopo Giovanni
Per approfondimenti:
KONTSEVICH L. L. e TYLER C. W., What makes Mona Lisa smile?, in “Vision Research, Vol.44, pp.1493-1498, giugno 2004.
Mente & Cervello n.11, anno II, Luca Sciortino, “Mona Lisa smile”
DARWIN C., L’espressione delle emozioni, Bollati Boringhieri,1999.
EKMAN P., Recognizing faces & feeling to improve comunication and emotional life, Henry Holt & Company, 2003


