Accadimenti

di Eros OLIVOTTO

Esistono situazioni che, per la loro singolarità, non siamo disposti ad attribuire al caso e finiscono con l’apparirci come accadimenti particolarmente significativi. E’ straordinario il modo in cui tali fatti ci colpiscano a prescindere dalla nostra volontà, obbligandoci a interrogarci sul loro reale significato e a chiederci in quale maniera essi siano legati a noi.

Al riguardo, c’è un episodio che credo valga la pena di essere raccontato. Alcune settimane fa, durante una visita in casa di amici, ho scorto un bimbo di poco più di due anni, che, intento a giocare da solo accanto a una finestra, tentava caparbiamente di raccogliere una chiazza di luce disegnata sul pavimento da un raggio di sole. Lì per lì la scena mi ha strappato un sorriso, senza suggerirmi alcun genere di diversa sensazione.

Soltanto più tardi, quando mi sono ritrovato nella mia stanza, l’immagine ha iniziato a presentarsi con insistenza alla mente, fino al punto di apparirmi come l’espressione complessiva dei suoi significati più profondi.
In primo luogo un chiaro esempio di quella che potremmo definire la ricerca della luce, con tutti i rimandi, infantili e non, che tale atteggiamento implica. Accanto a ciò il mistero del tempo, poiché un bambino che gioca con il sole è un archetipo, cioè qualcosa di fondante, che è da sempre e per sempre.

C’è l’intuizione di una realtà parallela, che solo ai bimbi è dato di vedere e,quindi, di vivere.
Il senso profondo del gioco, che non può essere disgiunto dall’innocenza,
che ne costituisce la vera natura.

Per noi, per tutti noi, la distanza tra ciò che eravamo e quanto siamo diventati.
E c’è la poesia, tutta la poesia del mondo, quella di ogni libro e di ogni sguardo, di qualunque attesa o silenzio, lo stupore e la meraviglia, che è in grado di suscitare.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *