Un’impossibile definizione

di Maria Luisa CIPRIANI

Nella cornice di particolare bellezza delle cantine della Biblioteca Civica “G. Tartarotti” di Rovereto, dove ha sede il Laboratorio Grafico, venerdì 28 settembre, alla presenza del numeroso pubblico convenuto, si è tenuto l’incontro con il poeta Eros Olivotto. Dopo una breve presentazione di carattere generale, Gianmario Baldi ha dialogato con l’autore, riuscendo a stimolare nella maniera più profonda l’anima del poeta, ponendo una serie di domande riguardanti la funzione del poeta e della poesia nella società contemporanea, per poi avvicinarsi alle tematiche peculiari della poetica di Olivotto, il senso dello scrivere in versi, il concetto filosofico di tempo, la nostra relazione con la dimensione del sacro, l’uomo e il mondo, la libertà.

Di fronte a un pubblico attento e partecipe, il poeta ha risposto con grande semplicità, spiegando come la poesia esista da prima di noi e indipendentemente da noi e dunque non sia in alcun modo possibile appropriarsi o allontanarsi di essa, né tentare una sua definizione.
L’uomo, ha affermato Olivotto, nella sua ricerca di autenticità attinge alla poesia e non può prescindere dalla domanda sul tempo, la sola ricchezza di cui tutti disponiamo: il tempo esteriore, scandito da istanti sempre uguali, e quello interiore, legato a emozioni e sentimenti, misterioso e privo di ogni misura. È in esso che il poeta può rinvenire il senso della sacralità dell’esistenza, scoprendo gli aspetti di una realtà profonda che l’indagine razionale non è assolutamente in grado di cogliere. Tutto ciò non deve far dimenticare come la poesia, attraverso i modi della relazione, divenga, “si faccia” nel mondo e non possa pertanto essere disgiunta dalla sua dimensione collettiva.

A tal proposito, quando ormai la serata volgeva al termine, si è affrontato il tema della libertà e Olivotto ha ribadito che oggi, sottraendoci agli schemi oggettivi propri del pensiero unico e del gusto letterario generale, la poesia si manifesta come un autentico esercizio di verità. Alla fine, su richiesta di una novella poetessa presente nel pubblico, il poeta si è dilungato con affascinanti esempi sulla possibilità di rendere arte e poesia un concetto attraverso l’uso delle parole e delle costruzioni maggiormente evocative.

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