Il senso di Dio di Eros Olivotto

di Pasquale TAPPA

Nomen omen dicevano i latini, in questo caso è il titolo un presagio, efficace ed efficiente si direbbe con un linguaggio contemporaneo, perché proprio alla ricerca del senso di Dio va il nostro autore in questo veloce ed interessante pamphlet stampato dalla ταυeditrice. E come sempre lo fa in punta di piedi, senza disturbare nessuno, eppure con una forza ed una profondità che rendono il testo interessante anche per i non addetti ai lavori.

Ciò che colpisce è come il poeta riesca, in un’epoca nella quale parlare di religione e religiosità sembra ormai essere solo un motivo di contrapposizione e conflitto, a comunicare l’estenuante ricerca con una lievità che non offende nessuno, che anzi spinge i credenti, nel senso più ampio del termine, a confrontarsi con chi invece non crede ma non per questo combatte a spada tratta l’idea di Dio.

Poeta rimane nel suo linguaggio anche quando scrive in prosa il nostro, con una capacità anche di scelta stilistica e contenutistica degli autori da chiamare in campo, dal più famoso Tagore all’argentino Mario Benedetti o all’ebreo lituano Zvi Kolitz.

Incanta ed avvince la lettura di questo breve testo che tocca diversi aspetti ed offre quindi molteplici spunti di riflessione e si chiude in un’accorata preghiera:

Non ti dirò
Signore
come rinchiuderti dentro la parola?
cioè non ti darò un nome che possa costituire il tuo limite, che possa spingere un uomo a cercare giustificazione dello scontro nel tuo nome e ti cercherò nelle azioni quotidiane, nei volti delle persone, nelle piccole cose di tutti i giorni e dentro me stesso, com’è giusto che sia.

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